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Aboute me

Aboute me

ME, ME STESSA ED IO

 

Fa freddo ed ho voglia di gelato. Me è un po’ così: ha sempre freddo e ha sempre voglia di gelato. Mi dimeno tra questa voglia e l’incessante ansia di scrivere di me. Non cederò alla tentazione. Scriverò di me, di me stessa e lo farò proprio io.

 Me ha 25 anni e così anche me stessa ed io. Sono una a cui piace vedere l’alba più che il tramonto, le notizie al Tg prima di tutto e il caffè. La polvere che diventa nettare per me mortale, diversamente rimarrei stretta alle braccia di Morfeo, passione breve ma intensa di ogni notte. Il fastidio che procuro a Maya, il mio cane, ogni mattina è proverbiale: lei mi guarda e se ne va. Forse non mi vuole come padrona ma io la voglio così tanto come cane che dopotutto ci compensiamo. E poi i gatti la mia non passione.

L’attenzione alle parole è tutto merito degli studi classici e di quel senso critico che ho seguito, rincorso, afferrato dopo cinque lunghi anni. Pratico la filosofia due volte al giorno, a piccole dosi, senza esagerare. Lo faccio semplicemente a modo mio: soffermandomi sulle cose a causa di quella paura spasmodica che la vita fugga ed io un giorno scopra che lo sta facendo così velocemente che non ho il tempo di rendermi conto che della vita ci sto capendo poco e niente. Da qui quelle piccole dosi, di cui sopra. La laurea in Filosofia mi ha insegnato a soffermarmi ma non fermarmi mai. Sono una che non aspetta che nella vita succeda qualcosa ma succede le cose una dopo l’altra, senza perdere il filo del discorso. Questo è l’augurio. Ho studiato all’Università Federico II di Napoli, tra un caffè ed una pizza, tra una battuta e un sorriso. Ho scritto una tesi triennale sull’Idea di Dio in Descartes e alla magistrale ho proseguito i miei studi, lavorando su un testo in lingua latina e proponendo una mia traduzione sulle Verità eterne in Descartes. La filosofia non la lascio. L’ho presa e non la lascio.

Scrivo tanto. Il Master in Giornalismo e Comunicazione mi ha lasciato poche cose tra cui questa consapevolezza: senza scrittura è una vita improbabile. Scrivo sì, ma quando ho voglia.  Perché anche quella, se abusata, annoia. La noia. Il disastro della noia a cui soccombo con l’inventiva, il movimento: è terapeutico.

Da un anno mi occupo di divulgare la filosofia, consapevole del fatto che a nessuno piace ma se poi ne trovo uno che cambia idea? Le idee non mancano: la filosofia come cura ne è il primo esempio.

Perché tanto è lei che ci salverà da quell’incessante scorrere del fiume che non ci mostrerà mai la stessa acqua.