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Autismo: il blu della normalità

Autismo: il blu della normalità

In occasione della Giornata Mondiale della consapevolezza dell’autismo, vi racconto la storia di una startup socio sostenibile e autosufficiente. Non serve che vi spieghi cos’è oppure vi riporti i dati delle persone che purtroppo ne soffrono, oppure vi racconti delle storie delle famiglie. Ci vuole sensibilità per capire che raccontare, spiegare, mostrare è inutile. Ho scelto di disegnarvi una storia di risposta alla questione. una di quelle storie che in giorni cosìì speciali vanno raccontate.

C’era una volta un gruppo di amici desiderosi di aiutare l’altro, desiderosi di mettere insieme le proprie idee e le proprie forze e fondare un “tetto” sotto il quale cooperare e lavorare insieme.

Ho conosciuto Il Villaggio di zio Pino un po’ per caso, come accadono le cose più belle, quelle inaspettate. L’ho scoperto grazie agli occhi entusiasti di Rosario Nocera, psicoterapeuta-grupponalista responsabile della struttura insieme a Alessandra Rosa Rosa, sociologa, Mina Grippo, psicoterapeuta e Monica Galasso, altra sociologa. Si presentano raccontandosi come n una favola dei fratelli Grimm.

Un c’era una volta che appassiona. Il villaggio nasce con lo scopo di essere un luogo ludico-ricreativo per accompagnare i bimbi nella fase della crescita. Qui si apprende costruendo, nell’ottica dell’indirizzo giusto delle proprie capacità e potenzialità. Questo gruppo di persone lavora con tutti ma in particolar modo con i bambini autistici. Per loro e per i propri genitori Il Villaggio di Zio Pino, accoglie e accompagna i genitori in questo percorso, forse più difficile ma ugualmente meraviglioso.

Da Il Villaggio di Zio Pino e dal desiderio di sorrisi di Rosario è nato #MindChapter e la campagna What’s normal? che ha una madrina d’eccezione: Justeen Mattera. Portare il sorriso laddove il sorriso non c’è, In quelle famiglie in cui il disagio esiste anche se la vita la si racconta diversamente. #MindChapter è un marchio di abiti di alta sartoria, che vanta la cura di sarti e designer di eccezione. Cotone finissimo, caschemire di valore e poi la cura e l’attenzione di chi lavora per uno scopo. Parte dei proventi delle vendite, serviranno per finanziare progetti atti a coinvolgere bambini autistici e non solo. Farli giocare, farli esprimere, farli scoprire qualcosa di nuovo. Un modo per creare bellezza lì dove la bruttezza non è rappresentata da altro che dai centri che non hanno fondi per finanziare progetti e pagare operatori speciali che con competenza e amore inseriscono i bimbi in mondi diversi. #MaindChapter aiuta a colorare i mondo dei bambini autistici, crea il mondo, lo rianima. Gli da vita.

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In occasione di questa giornata per l’autismo, #MindChapter ha promosso una iniziativa bellissima in collaborazione con La piè diamanti: “#specialP”, special people. Il simbolo è un Hasthag. Il contributo minimo è di 28 euro e i soldi ricavati dalla vendita saranno impiegati per sostenere progetti socio-ricreativi per ragazzi che soffrono di autismo. Fare qualcosa per questi ragazzi, per la loro vita, per il loro domani, per il loro inserimento in una società che non può essere sorda e non ascoltare i bisogni anche delle famiglie che troppo spesso raccontano il disagio e la noncuranza. Dopotutto cos’è normale? Chi stabilisce il confine della normalità? Di questo ve ne avevo parlato settimana scorsa. Ebbene, la fiction, il cinema, la realtà. Dimensioni che non specificano l’essere normale ma la dimensione dell’essere e basta. Quella cosa che ci rende uguali ed oggi tutti blu.

Vi segnalo il sito #MindChapter dove potrete trovare tutte le info per acquistare il braccialetto a sostegno dell’autismo oppure acquistare i capi. Vi segnalo anche la pagine Facebook ed il profilo Instagram

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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