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Benedetto Croce: perchè il pensiero non muore mai?

Benedetto Croce: perchè il pensiero non muore mai?

25 febbraio 2016#cultura1209Views

Croce. 150 anni. Anniversario della sua nascita. Eppure Benedetto Croce, come Umberto Eco, vorremo vivesse in eterno. Sono quelle persone millenarie capaci di sopravvivere la morte, di cui si sono più volte interrogati. Loro dovrebbero essere quelle eterne figure storiche e dell’anima che dovrebbero stare lì senza muoversi, come ibernate. Oggi sono 150 anni dalla nascita del filosofo, scrittore, storico, politico, critico letterario. Su Repubblica Ernesto Paolozzi si chiede cosa di Croce sia oggi attuale. Effettivamente l’attualità per Croce era fondamentale. Nella Storia come pensiero e come azione, scriveva:

Il bisogno pratico, che è nel fondo di ogni giudizio storico, conferisce a ogni storia il carattere di “storia contemporanea”, perché, per remoti e remotissimi che sembrino cronologicamente i fatti che vi entrano, essa è, in realtà, storia sempre riferita al bisogno e alla situazione presente, nella quale quei fatti propagano le loro vibrazioni.

La storia è sempre riferita a quel bisogno presente e presentissimo delle cose che sono pur essendo un racconto del passato. In Croce è “l’idea che la storia vera -scrive Paolozzi- non si riduce a mera cronaca e ad elencazioni di avvenimenti ma è fondata sulle esigenze, i sentimenti, le idee del nostro tempo, che la contemporaneità appunto, solleva”.  Se solo il passato si riuscisse a leggere con gli occhi della contemporaneità che è un concetto, tra l’altro, più forte del presente stesso, si riuscirebbe ad avere studenti consapevoli ed appassionati della vita che li circonda. Un passato non contemporaneo è un passato privo di ulteriore interesse. Il contemporaneo non è presente (e forse questa è la grande lezione di Croce) perchè contemporaneo rilascia quell’idea di vissuto attimo per attimo che apre le porte ad un presente che è più presente del presente stesso perchè l’uomo è immerso nella storicità forte del contemporaneo. E’ proprio per questo motivo che a Croce è stato dato il merito, scrive Paolozzi, della “riconciliazione tra razionale e irrazionale, in una filosofia che concepisce l’uomo come un uomo intero, immerso nella storicità”.

L'articolo su Repubblica di Ernesto Paolozzi
L’articolo su Repubblica di Ernesto Paolozzi.

Il pensiero non muore mai se è pensiero pensato e pensato in relazione alla realtà viva e vissuta. Un pensiero eterno, e reso tale, dalla vlontà di immergere sempre tutto in una contemporaneità che non è presente. Vivere il contemporaneo permette di presentificare ciò che accade, calarlo nella dimensione dell’ora che riesce a non cadere nel prima.

Rai Filosofia propone materiale su Benedetto Croce

Per un quadro completo sulla filosofia di Benedetto Croce vi segnalo l’analisi di filosofico.net

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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