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Io per capire Napoli ci devo tornare!

Io per capire Napoli ci devo tornare!

17 settembre 2016#cultura#storie547Views

Nell’ultima foto postata su Facebook Lea scrive: “Così tanta bellezza, così tanti bei ricordi. Napoli, già mi manchi tantissimo. In un mondo che non ci vuole più, il mio canto libero sei tu”. E poi due cuori. Napoli, Battisti. Italia. Ha un cognome impronunziabile: Wurzelsepp. Eppure Lea trasuda di made in Italy. Quando ci vediamo mi dice che la prima cosa che ha visto è stata un cesto che dal piano superiore scendeva dritto al piano terra per lortare su il cibo. In lei scattò un tedeschissimo: “Cosa sta succedendo, Napoli!”. E’ qui che ho pensato: IO QUESTA STORIA VE LA DEVO RACCONTARE!

Tedesca di nascita, napoletana di adozione. Laureata in Archeologia a Friburgo. Viaggiatrice di professione, ha scelto l’Italia perché “dal lato dello studio ha senso: c’è il 70% del patrimonio culturale. Poi la lingua mi è sempre piaciuta tanto e vedevo l’opportunità di finalmente impararla!”. L’ha imparata, vi assicuro. Tra una sfogliatella e una pizza Da Michele, ha finito l’Erasmus alla Federico II e dopo pochi mesi è ritornato per riprendere le attività di scavo archeologico intraprese in precedenza.

schermata-2016-09-14-alle-16-43-39Lo studio in Italia, a Napoli e poi ci sono quelle cose che su Napoli si dicono e quell’immagine così strana che si ha della città. “Sui giornali si sentiva un po’ dei problemi con la mafia, la spazzatura. Sapevo che Napoli è la città vicina a Capri, Pompei, Ercolano. Poi ora dopo un anno lì ho visti tutti i colori di Napoli e ne ha tanti! Ora so che prima di andare lì non avevo mai mangiato la vera pizza, so quanto è bello il tramonto visto da Sant’Elmo e guardando il Vesuvio, so quanto è bello il dialetto napoletano (anche se ora capisco solo la metà). Napoli è speciale, non ho mai visto un’altra città italiana come questa”.

E fu amore a prima vista con Napoli e l’Italia tutta. E così è ritornata perché l’Italia le piace. Come un fiume in piena mi dice che adora “la mentalità ma ogni tanto mi dà anche fastidio. Gli italiani sono incredibilmente cordiali, gentili, e ti fanno sentire a casa dal primo giorno. È veramente una cosa straordinaria per me. Però ogni tanto si vedono anche i lati negativi (non sono non sono così gravi e nella maggior parte dei casi fano ridere!)”.

L’esempio che mi porta è la disorganizzazione ed allora la tedesca che è in lei viene fuori tutta insieme! “In Italia è quasi impossibile organizzare una serata con più di 5 amici un giorno prima. All’ultimo momento si possono o aggiungere 15 altre persone o nessuno è più libero e non ci sarà una serata insieme! Per me come tedesca questo era difficile all’inizio, però dopo un paio di settimane mi sono abituata”. Povera, penso, si è dovuta adattare a quei sabati sera senza una meta eppure con tanta voglia di stare insieme!

Un luogo comune che ho sfatato? Gli italiani,  soprattutto del sud sono pigri e non lavorano. Semplicemente non è vero! Certo non c’è tanto lavoro ma io vedevo tantissima volontà di lavorare in ogni persona che ho incontrato!

Lea ha contagiato la famiglia tedesca che vuole assolutamente tornare. La mamma e gli zii raccontano solo storie belle e lei vuole tornare: “in effetti già sto guardando i voli!”. Da quanto é andata via? Neppure una settimana!

Vedere le cose da un altro punto di vista, quello delle emozioni. E’ questa la chiave di lettura che Lea mi ha dato. A volte vedere le cose nella loro semplicità, destrutturarle, spogliarle delle aspettative positive o negative che siano, permette di vedere bene le cose e di vederle veramente.

Lea ora è tornata in Germania, dalla sua famiglia, dopo aver trascorso l’estate a Roscigno qui in Campania, in forza al gruppo che per tre settimana ha effettuato una sessione di scavo. La campagna fa parte degli Scavi in Magna Grecia 2016 della Federico II e vede tutt’ora impegnato un altro gruppo di ragazzi che proseguono le attività. Un sogno? “Forse, un giorno nel futuro, trovare un lavoro come archeologa in Italia. Almeno è una cosa che mi piacerebbe tanto!”.

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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