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Che cos’è un Caffè filosofico?

Che cos’è un Caffè filosofico?

Chiudete gli occhi ed immaginate di essere in un salone della Francia del 1700. Bene, ora state conversando amabilmente di tanti argomenti diversi, Accanto a voi siede Diderot, ma è appena andato via Montesquieu, accompagnato da Rousseau e Voltaire. State sognando vero? Io scrivendo questo attacco ho chiuso davvero gli occhi ed immaginato le atmosfere e le conversazioni di un Caffè filosofico!

Il termine caffè filosofico è francese e rimanda a quel periodo, il 1700 appunto, in cui si era soliti riunirsi nei salons e nei café. Questa era una vera e propria pratica filosofica, come quelle di cui vi ho parlato tante volte qui sul blog. Si trattava di un esercizio dell’opinione, che riguardava i problemi filosofici complessi e curiosi di cui valeva la pena parlate. questa serata di salotti letterari a tematica filosofica, in breve tempo, valicarono i confini della Francia e si diffusero ovunque.

Solo una pratica del settecento?

Assolutamente no! A riscoprirne la bellezza a l’attualità è stato, nel 1992, i filosofo francese Marc Sautet. Per lui il Caffè filosofico che aveva intanto denominato Café des Phares a Parigi, era davvero il caffè in cui tutti potevano esperimere la propria opinione, guidati da filosofi di professione. Alla stessa scia di Sautet, oggi esistono circa 170 Caffè filosofici in Francia e 80 in diversi paesi del Mondo.

Oggi un caffè filosofico è un libero scambio di opinioni con uno schema ben preciso. I temi dei dibattiti sono svariati e spesso seguono una logica non convenzionale.Molto importante è la funzione del Moderatore, il quale è chiamato a gestire il dibattito, spostando l’attenzione sul tema oppure introducendo fonti e riferimenti filosofici che inevitabilmente vengono fuori. È essenziale, all’interno della discussione, fare interventi argomentati, rispettare il proprio turno e le opinioni altrui. Ogni partecipante, inoltre, è libero di prendere la parola e i presenti devono prestare ascolto senza interrompere. In genere, la durata di ogni singolo intervento è di circa 3 minuti.

Ma di cosa si parla ad un caffè filosofico?

I temi sono piuttosto vari, tra cui: la morte, la violenza è propria dell’uomo o si trova negli animali e in natura?, Il tempo, Una decisione la prendiamo, o ci prende?, Abbiamo diritto di negare l’evidenza?, Da cosa riconosciamo un dubbio?

Ma non solo:

Cos’è la vita?, La coscienza, La libertà, Qualcosa dal nulla, L’egoismo, Cos’è il matrimonio?, L’apprendimento, Assumersi i rischi, Il contorto significato delle parole, La coscienza tecnologica, Lo spirito del tempo, La creatività, Il sonnambulismo, Cos’è la vera amicizia?, I miracoli, Ridere in un mondo triste…

Sautet, in realtà, aprì a Parigi uno studio di consulenza filosofica, sulla scia di quanto aveva fatto Gerd Achenbach in Germania.

Nel suo saggio Socrate al caffè, unico testo pubblicato in Italia ove si parli di caffè filosofici, Sautet spiega che l’iniziativa nacque praticamente per caso. Racconta che era il luglio del 1992 e durante un’intervista radiofonica, disse che tutte le domeniche era solito incontrarsi con gli amici al Café des Phares, in Place de la Bastille a Parigi, per parlare della recente apertura del suo studio di consulenza filosofica.Gli ascoltatori non capirono. A loro arrivò il messaggio che Sautet, di domenica, con i suoi amici, parlasse di temi filosofici e non del suo studio di Consulenza filosofica! Da questo equivoco, dunque, nacque un’esperienza meravigliosa. Le persone cominciarono ad incuriosirsi ed a cercarlo. Sautet fu ben contento di intavolare estemporanee discussioni. Dopo alcuni giorni si era già formato un gruppo di persone che tornava regolarmente per riprendere il dialogo e proporre nuovi temi. I media non accolsero bene la cosa ma le persone sì: a volte si arrivava anche a 200 partecipanti e gli spazi non bastavano.

Sautet è morto nel 1998, ma il fenomeno del Caffè filosofico è ancora molto forte arrivando perfino in Honduras e Nicaragua! I Café filosofici sono sostenuti da un’associazione, Philos – diretta da Pascal Hardy, inizialmente collaboratore di Sautet – che ne promuove l’attività, favorendo la creazione di nuovi circoli.

E voi, partecipereste ad un caffè filosofico?

Aspetto le vostre risposte!

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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