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Perchè la citazione è un salto nel buio?

Perchè la citazione è un salto nel buio?

13 gennaio 2016#cultura1028Views

La citazione è un rischio conclamato. Non sempre è scontato che ciò che si sta ponendo tra virgolette è davvero ciò che colui o colei che stiamo citando, ha detto. La citazione è rischiosa perchè non è sempre controllata. Nell’era dei media e dei social ci si ritrova molto spesso (forse troppo!) a condividere post con frasi virgolettate, senza comprendere se davvero quelle parole sono autentiche. La brutta figura, quell’imbarazzo che cala nel momento in cui si scopre di aver fatto una gaffe, è il duro scotto da pagare per chi non controlla le proprie fonti e si limita a cercare in superficie. Esattamente il contrario di quello che dovrebbe essere. Eppure, a ben guardare, è dalla notte dei tempi che le citazioni non sempre sono vere e proprie citazioni. Chi conferma, se non il dire comune, che veni, vidi ì, vivi lo ha detto veramente Cesare? Chi assicura che quelle siano esattamente le parole da lui proferite? Certamente nessuno eppure oggi diciamo: VENI, VIDI, VICI… parola di Cesare!

In un bellissimo articolo sul Corriere, Claudio Magris si occupa dell’universo delle citazioni e dice che “la citazione è una specie di chiave musicale, dà un’intonazione al discorso e conferisce autorità a quanto si scrive e alle tesi che si sostengono. Inoltre è una sintesi che semplifica ed esprime con chiarezza le idee che vengono espresse”.  Esattamente una sintesi. Il più delle volte non si cita, si sintetizza semplicemente , in poche parole, un concetto in una frase. Ma quella non è citazione è sintesi di un concetto in una frase! Guardate sotto questa ottica, le finte citazioni sono tantissime.

La citazione, quindi è la madre delle falsificazioni. Lo sa bene Voltaire a cui è stata incollata addosso la frase: “non condivido quello che dici ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo”. Questa frase non è mai stata detta dal filosofo francese., è certamente fedele al suo pensiero ma non è sua. Magris racconta che l’autrice è  Evelyn Beatrice Hall, scrittrice britannica e autrice di una biografia del filosofo del 1906 intitolata Gli Amici di Voltaire. Machiavelli non ha mai detto “il fine giustifica i mezzi”; altro caso in cui le parole riflettono il pensiero ma non sono il pensiero. Certamente per Machiavelli ogni azione perseguita e portata a termine dal principe, giusta o sbagliata che fosse, si inseriva in una logica di giustificazione dei mezzi adottati in relazione al fine.

Adriano Ausilio, scrittore e filosofo impegnato nella ricerca delle false citazioni, ha risposto alla domanda sul perchè la caccia agli errori riguardanti la citazione è sempre attuale. Ha risposto: “perché con l’avvento di Internet e dei media sociali si è diffusa una nuova tendenza. L’uso incontrollato della citazione. Si prendono per buoni passi o frasi famose solo perché li si è letti da qualche parte o per sentito dire, senza preoccuparsi di controllare se provengano effettivamente da una fonte veritiera. La Rete è piena di siti che contengono sillogi di citazioni storiche e letterarie. Ed è lì che si annida l’errore”. L’errore dove non ti aspetti perchè neppure quel eppur si muove è di Galileo Galilei ed allora costa tanto fare attenzione? A proposito “madame Bovary c’est moi, madame Bovary sono io” non è una frase di Flaubert!

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

Cura del sé e filosofia della cura, parte I. La simpatia con Filosofia e nuovi sentieri

Istat: leggiamo poco. Ma perchè?

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