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Could you work 130 hours in a week? E Marissa Mayer risponde…

Could you work 130 hours in a week? E Marissa Mayer risponde…

Mi sono data qualche giorno prima di scrivere di Marissa Mayer, CEO di Yahoo, moglie  e mamma quarantunenne di tre bambini. Bionda, slanciata, sorriso a trentasei denti, aria simpatica e socievole, capelli apposto. Marissa lavora 130 ore a settimana. Dov’è la notizia? La notizia è che lavora 130 ore a settimana.

Ho fatto un rapido calcolo. La settimana è fatta di 7 giorni. Ogni giorno di 24 ore e la nostra settimana è composta di 168 ore. Marissa Mayer lavora 130 ore a settimana e ha libere 38 ore. Il mio primo pensiero sarebbe dormire! Dividendo 38 ore per i 7 giorni della settimana avremo che, libere, sono solo 5 ore e mezza al giorno. Considerate che sarebbero 5 ore e mezza di sonno se solo il letto fosse in ufficio, se non dovesse prendere la macchina, andare a casa, fare una doccia, MANGIARE, mettere un pigiama comodo ed infilarsi sotto le coperte. per quanto rosee vogliano essere le aspettative, in meno di un’ora tutto questo non si riesce a fare. E non ho considerato un bacio al marito, una favola ai figli, preparare la cena e rassettare casa. Da un CEO di Yahoo ci si aspettano stuoli di cameriere e governanti, signore e babysitter.

Detto questo, se Marissa vivesse sola, senza rapporti sociali di alcun genere e in una casa sempre super pulita con una frigo sempre super pieno, dormirebbe, in media 4 ore e mezza a notte, o giù di lì.

 Could you work 130 hours in a week?” The answer is yes, if you’re strategic about when you sleep, when you shower, and how often you go to the bathroom. The nap rooms at Google were there because it was safer to stay in the office than walk to your car at 3 a.m. For my first five years, I did at least one all-nighter a week, except when I was on vacation

Va considerato il fatto che a Google hanno il letto in azienda. possono dormire, fare la doccia, andare in bagno non per una pipì quando vogliono…o quasi. Marissa pianifica anche quando andare in bagno, fare la doccia e dormire. Dopotutto sarebbe impossibile, diversamente, riuscire a lavorare 130 ore a settimana. Il primo figlio ha assistito alle conference call della madre con gli analisti di mercato di mezzo mondo; dice:

La società non poteva permettersi il lusso di avere un amministratore delegato che rimaneva a casa quattro o sei mesi. Così ho inserito il bambino nel mio stile di vita. Per quattro mesi l’ho tenuto con me in ufficio anche quando rispondevo agli analisti nelle conference call. Ha cominciato ad orecchiare i discorsi sui fatturati e le trattative per un accordo. E mostrava di capire». I gemelli, invece, sono nati da poco e ancora non hanno annusato la finanza che conta!

Nelle grandi aziende americane lo spirito di sacrificio, appartenenza, lavoro è fondamentale, E’ quella carta in più che differisce un’azienda di successo da un’azienda. Come dagli torto!

Mi sono data qualche giorno per pensarci. E’ indubbiamente bellissimo vedere una giovane donna, laureata a Stanford, madre di tre figli e moglie appagata dalla vita, dal successo. Tuttavia avrei voluto fare una serie di domande a Marissa, del tipo:

  1. quanto consta un pacco di pannolini?
  2. quanto costa un litro di latte in polvere?
  3. qual è la favola preferita dei bambini?
  4. quale la ninna nanna a cui non possono rinunciare?
  5. che sapore hanno i tuoi bambini appena svegli?

e così mille altre domande! Si può lavorare 130 ore a settimana? La risposta è sì. Non potrebbe essere altrimenti. Ma si più avere la risposta a quelle domande di cui sopra ed essere felice comunque anche senza bestemmiare se la pipì scappa fuori programma? Si, si, si! Spero conosca le risposte. Spero di sbagliare. 

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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