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Crollo della Basilica di San Benedetto: il significato

Crollo della Basilica di San Benedetto: il significato

31 ottobre 2016#cultura#storie885Views

A mani giunte perchè è così che si prega. Inginocchiati di fronte a tutto ciò che rimane. Una facciata, il rosone, e poi la porta rimasta in piedi perchè qualcosa deve pur rimanere in piedi. Tutto non può crollare. La fede laica e cristiana si intrecciano tanto da non distinguersi più. Il cielo celeste è colorato dal sole che riscalda chi a mani giuste, inginocchiato di fronte a ciò che rimane, dice una preghiera perchè pregare è la soluzione o forse una panacea. La Basilica di San Benedetto, a Norcia, non esiste più. Non esiste più una delle Chiese che hanno per secoli e secoli rappresentato il simbolo dell’Italia bella e religiosa, cattolica e passionale. L’Italia dolce, visitata, onorata.

Il disegno è di Harry Gunawan.
Il disegno è di Harry Gunawan.

La traduzione vuole sia stata la casa natale dei santi Benedetto e Scolastica, V e VI secolo d.C. Si trova(va) al centro della piazza. Si entra(va) da un arco e così la si vede(va) imponente e bellissima illuminata dal sole delle giornate fredde di Norcia. Nel 1200 fu costruita la prima chiesa che conserva(va) all’interno una piccola porzione in cui i monaci, a turno, recitavano la compieta, l’ultima preghiera del giorno. Lì San Benedetto c’era tutte le sere. Nel trecento fu costruita la facciata, la base del campanile e il portale. All’età tardo-gotica, invece, risalgono (risalivano)  la facciata a capanna e il gruppo scultoreo che ritrae la Madonna con il Bambino che arredava ulteriormente i fasci di colonne del portale principale.

Ai lati della lunetta, si vedeva(no) le due edicole con le statue dei santi Benedetto e Scolastica. A completare il rosone i simboli dei quattro evangelisti. La facciata bianca era intarsiata di marmi policromi, dona(va) biancore e colore allo stesso tempo. Nel 1570, è stato edificato dal Comune e dalle autorità ecclesiastiche il Portico delle Misure. Gli affrschi della Basilica di San Benedetto erano del 1600-1700Due restauri nel corso del tempo. Il primo degli anni ’50 del novecento e poi nel 2000 in occasione del quale furono recuperati gli scavi romani e la cripta mentre nell’area presbiterale sorge(va) un altare di bronzo realizzato da Giuseppe Ducrot, scultore contemporaneo.

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A causa di problemi sopraggiunti con la condivisone sui social dell’immagine, vi ricordo che la tavola è protetta da licenza CC (Creative Commons). La vignetta, per essere utilizzata, non può essere in alcun modo modificata. Va condivisa per intero senza eliminare il Logo del blog. 

Ora non c’è niente più. La Basilica è scoperchiata e nella parte retrostante la facciata ancora in piedi, c’è solo un mucchio di macerie e ancora dietro e dietro ancora, macerie su macerie dalle quali, nelle prime immagine diffuse dai media, provenivano delle suore che con fatica si dimenavano tra la polvere e le pietre cadute dagli edifici intorno, perchè il terremoto ha fatto crollare tutto. I monaci aiutano le suore e con loro scappano. Lì vi era una folta comunità, ampliata nel corso degli anni da quei monaci americani che avevano seguito la regola. Ora et labora ed allora loro, a Norcia, pregavano, lavoravano e studiavano. San Benedetto aveva insegnato loro a vivere e loro ricambiavano. Poi il terremoto e l’annuncio su Twitter: la Basilica è crollata!

Poi in ginocchio, davanti la facciata per invocare un Santo, un aiuto, un Dio affinché cullasse la paura e facesse addormentare il terrore. Quelle mani giunte di fronte ad un simbolo perchè al terremoto si è arresa anche la Basilica ma la fede no, forse quella laica e cristiana insieme, dà significato alle cose, le inquadra. Il terremoto profana il luogo di fede ma non la fede. Quella fiducia che insegna a dire: andrà tutto bene.

Licenza Creative Commons

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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