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Cuore di pugile: Cristina Zagaria racconta Irma Testa

Cuore di pugile: Cristina Zagaria racconta Irma Testa

Ci vuole un Cuore di pugile per non mollare mai. Ma proprio mai! Quando dico mai mollare significa proprio mai! Anche quando tutto fa male: il cuore e le gambe, gli occhi per le troppe lacrime e le braccia per i troppi colpi parati e dati. Non bisogna mai mollare perchè mollare è per i perdenti, per quelli che decido di non scendere in capo, che poi è il campo della vita che dà colpi e ne riceve, che spaventa e che emoziona. Va combattuto tutto, attimo per attimo senza mai mollare. Ma proprio mai.

Ecco la versione romanzata e fin troppo reale ispirata, dopo la lettura del libro, alla vita di Irma Testa, mora, campionessa mondiale di boxe con un paio d’ali per volare (butterfly è il suo soprannome!). La sua storia viene raccontata in Cuore di pugile. Una farfalla sul ring di Cristina Zagaria. Il cuore di pugile è Irma anche un po’ Cristina che racconta come pochi sanno raccontare o forse questo stile è così suo che anche due righe in una gallery sul sito di Repubblica Napoli, si riconoscono alla prima lettura.

Nel libro, che ho letto tutto d’un fiato, viene raccontato il percorso sportivo di Irma, promessa azzurra e della Boxe Vesuviana di Torre Annunziata, vicino Napoli. All’inizio pare che la boxe l’avesse rifiutata e pare che glielo avesse detto con le parole del maestro Zurlo: la boxe non fa per te! Poi la boxe ci ha ripensato ed ecco il sogno delle Olimpiadi, lei, una così giovane farfalla sul ring. La storia raccontata è di Irma e della Boxe, personificazione del sacrificio e di quel non mollare mai che l’ha formata e l’ha fatta diventare forte.

Cuore di pugile

Il racconto è bello e scorre via per quella bella capacità della scrittrice di raccontare e il risultato è un romanzo formativo sui valori dello sport che poi non sono così diversi dai valori che dovrebbero animare la vita di ogni giovane promessa della vita. Sacrificio, credere in se stessi e sopratutto fare: fare cose e farle nel miglior modo possibile, utilizzando tutte le risorse necessarie. Come riuscire a fare tutto questo ce lo spiega l’autrice che riprende i tratti del carattere di Irma che continua a sognare ring bellissimi e importanti.

Non smettere mai di sognare non è una frase buttata lì. Se leggete il libro capirete che non è una frase buttata lì. Ha un senso e lo acquisisce pagina dopo pagina. Perché se sognare è importante, saper sognare non è scontato.

Consigliato agli adolescenti? Io lo farei leggere a chiunque cerca di capire come entrare in contatto diretto con le generazioni precedenti che sembrano sempre molto lontane eppure così vicine. Per tradurre e per decifrare le cose e per dare una risposta banale ma non troppo: non mollare mai!

 

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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