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Filochef: quei matti dei filosofi a tavola!

Filochef: quei matti dei filosofi a tavola!

18 marzo 2017307Views

C’è un libro inusuale che ho notato da tempo. Poi me lo hanno regalato ed in una sera è stato subito amore. Filochef, i filosofi a tavola, è un libro inusuale, particolare, fuori dalle righe perchè mette insieme due elementi, la filosofia e il cibo, che presi da soli hanno la loro forza ma anche il loro carico di difficoltà. Presi insieme sono davvero divertenti!

Filochef è un libricino che si legge velocemente perchè le due autrici Federica Cibien e Francesca Gallerani, hanno fatto un’operazione bellissima: indagare se e come i filosofi hanno mai pensato al cibo come fonte di conoscenza, piacere, nutrimento. Quello che viene fuori sono pagine

piacevolissime di una mini storia della filosofia concentrata ed incentrata su questo tema: il cibo. A queste seguono delle pagine di ricette che sarebbero piaciute ai filosofi che ora, pian piano, ripeterò tutte!

Allora, esiste un legame tra filosofia e cibo? 

Sì, esiste! Se per Platone mangiare era una mera attività pratica, per Epicuro era sicuramente il principio e la radice di ogni bene; ed ancora, se per Rousseau l’analisi sull’alimentazione era un aiuto per capire lo stato della società e della cultura (come a dire, dimmi ciò che mangi e ti dirò chi sei!!), per Kant rientra tutto a far parte di quella teoria del gusto che è a metà tra estetica e enogastronomia. Solo per citarne alcuni ma vi assicuro che il saggio introduttivo, se così si può dire, è ricco di riferimenti e spiegazioni.

Cucinare e fare filosofia, non è altro che l’elaborazione e l’appropriazione di un mondo, atti che in misure diverse accompagnano l’uomo nella ricerca costante di una vita che non viene percepita come già data, ma che necessita costantemente dell’impegno umano affinchè la si possa riconoscere, se non felice, quantomeno nostra e voluta

A tutto questo segue una disamina sulle loro abitudini culinarie. Insomma quali erano i piatti preferiti dei filosofi? Aristotele amava le pentole, Epicuro il formaggio, Diogene amava la frutta mentre Zenone miele, vino e fichi verdi. Kant, il metodico, amava la senape che metteva ovunque, Fourier le marmellate e Nietzsche la cioccolata e la cucina piemontese. Wittgenstein i fiocchi d’avena mentre Sartre amava i salumi.

Un libro da leggere e ricette da sfogliare e soffiare ancora e soprattutto da ripetere per poi dire di aver mangiato davvero come avrebbe mangiato un filosofo!

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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