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Filosofia in carcere: la mia sinergia I Care & P4C

Filosofia in carcere: la mia sinergia I Care & P4C

Sì, è entrata la filosofia in carcere.

Sono entrata in un carcere. Per la prima volta in vita mia sono entrata in un carcere. Ho atteso che la guardia mi aprisse il cancello. Ho aspettato che prendesse le mie generalità. Ho lasciato tutto ciò che ho potato con me, in un armadietto e custodito nella tasca del jeans la chiave. Ho attraversato i cancelli, ho salutato il direttore del Carcegli gli Ufficiali, gli psicologi, i pedagogisti. Poi sono entrata nell’atrio ed ho incrociato lo sguardo dei primi ragazzi. Giovani come me, sorridenti come me, diffidenti come me.

C’è chi si è presentato, chi mi ha dato la mano ed ha detto il suo nome difficilissimo da pronunciare, chi mi ha sorriso e chi, in disparte, mi ha solo guardato. Era entrata intanto, la filosofia in carcere. Abbiamo fatto sedere in cerchio. Le sedie non sono bastate ed allora i ragazzi ne hanno prese delle altre. La lavagna era al suo posto, i pennarelli per scrivere: tutto pronto per la mia prima sessione di Philosophy for Community in un carcere. Il video introduttivo ha coinvolto i ragazzi. Mi sono voltata più volte per vedere i loro visi, a tratti commossi, a tratti presi ma anche distratti.

SULLA MIA ESPERIENZA DI FORMAZIONE P4C

Perché serve una comunità di ricerca filosofica?

La lavagna. I ragazzi hanno detto ciò che hanno sentito. Ed allora è venuto fuori un errore nel video, la paura, l’ansia, ciò che abbiamo e ciò che non abbiamo e poi il mai arrendersi che era stato ripetuto più volte nel video, e che ha colpito così tanto i ragazzi. Colpi al cuore diretti come quando si è parlato di famiglia, amici, fratelli ed amici fratelli. Pensare a ciò che si è fatto ed a ciò che non va fatto più.

La vita, no, non è qui dentro

Cosa abbiamo fuori? Chi ci aspetta? Chi ci scrive e se non ci scrive nessuno perchè non lo fanno? Domande. Chi mi vuole bene davvero? Domande, sempre domande. La filosofia è questo: chiede e si chiude, domanda e si risponde, a volte. La filosofia in carcere ha rotto gli schemi ed annullato le barriere, ha divelto i cancelli ed ha abbattuto i muri. Il progetto I Care con la Philosophy for Community sono entrate in carcere. Finalmente!

La mia esperienza con Valeria Genova, ideatrice del progetto I Care, è stata all’Istituto penitenziario minorile di Treviso. Grazie alla coordinatrice Titti Bonetti e al CRIF. Portare la P4C all’estremo era un obiettivo che non considero ancora raggiunto. 

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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