close
Giornata mondiale della Felicità: 4 libri per capire dov’è!

Giornata mondiale della Felicità: 4 libri per capire dov’è!

20 marzo 2018302Views

Cos’è la felicità? Ma soprattutto dov’è? In quale anfratto si nasconde, come si riconosce? Quanto dura? Un minuto, un’ora, per sempre? Ovviamente la risposta è un miraggio, un’utopia. Forse la felicità non si misura né si guarda da un punto di vista, forse non si aspetta né si chiama al cellulare per chiedere di venire. E allora? Gli altri (quelli bravi!) cosa dicono?

Aristotele (tutto)

Chiedere ad un filosofo metafisico che cos’è la felicità, forse, è una buona idea! Per Aristotele questo sentimento è la massima aspirazione a cui dovrebbero tendere tutti gli esseri umani. Ma come fare a raggiungere è presto detto: unica strada è la virtù! Se si coltiviamo le virtù in ogni sua sfumatura, si raggiungerà la felicità. Più che un “oggetto”, una cosa concreata è uno stile di vita, un mio di vivere bene (virtuoso, appunto) che aiuta ad allenare e potenziare le qualità di ognuno. Proporsi di raggiungere sempre il giusto mezzo è molto importante perché  determina il modo di comportarsi, quella particolare propensione a fare le cose nella quotidianità nei gesti semplici. 

Esercitare liberamente il proprio ingegno, ecco la vera felicità.

Aristotele, quindi, può aiutare a rispondere alla domanda: cos’è la felicità perché lui è il primo a porsi la domanda. Dunque, cos’è che rende felici gli uomini? Fare bene le cose, farle nel modo corretto come un musicista che è felice quando suona, un artigiano quando crea qualcosa con le proprie mani, lavorando con l’anima: quella parte più pura che ci distingue da animali e piante!

Epicuro – Lettera sulla Felicità

Ecco un’altro che si è posto il problema di cos’è la felicità. Poche pagine eppure così complesse in cui vengono affrontati temi legati all’etica e alla metafisica; quattro temi centrali:

  1. la ricerca della felicità;
  2. la paura della morte;
  3. la natura degli dèi;
  4. la classificazione dei piaceri.

La filosofia è l’unica vera fonte della felicità! Questo è il dato certo ed incontrovertibile: dopotutto, spiega Epicuro, le cause dell’infelicità sono tante anche se del tutto insensate. La sua classificazione dei motivi per cui siamo infelici, corrisponde ad una graduale demolizione degli stessi. Se sei infelice perché temi gli dei, tranquillo, pecche loro sono eterni e beati e sono in un luogo che non è questo (intermundia) ma in uno spazio tra mondi reali, ragion per cui non si occupano tutto il giorno di ciò che fanno gli uomini: come a dire che hanno ben altro da fare che giudicare ogni nostro comportamento. Se hai, invece, paura della morte, devi stare ugualmente tranquillo perché quando siamo morti non siamo più quindi dov’è il problema? Io l’ho un po’ banalizzata, ma il concetto è questo:

«quando noi siamo, la morte non c’è, e quando la morte c’è, allora noi non siamo più»

Infine il bene è facile a procurarsi ovvero arriva senza troppiforzi ed ugualmente il male, è facile sopportarlo. Il bene è facile a procurarsi. Troppo riduttivo a dirsi ma queste due sono tutt’altro che questioni semplici. La prima massima riguarda il piacere, ovvero quella serie di desideri che il filosofo sintetizza così: 

  • desideri naturali, che a loro volta possono essere necessari ovvero particolarmente importanti per la vita dell’uomo e quelli nascono da un dolore fisico come il mangiare e il bere, un vero e proprio bisogno che nasce da una mancanza oppure piacere non necessari che sono, anche in questo caso, il bere e il mangiare con l’unica differenza che diventano “non necessari” semplicemente perché non vi è un reale bisogno;
  • desideri vani, cioè quelli superflui, che anche se non saziati non comportano dolore fisico, come la brama di potere, il desiderio di ricchezze e via dicendo.

Altra questione è quella legata al piacere. La natura dell’uomo ha un solo fine ed un solo principio: il bene che consiste nella realizzazione e nella conquista de piacere che a sua volta, è privazione del dolore. Il filosofo distingue due tipi:

  • Piaceri mobili (cinetici), ovvero quei piaceri che sorgono nel momento in cui si risponde a un bisogno (bere quando si ha sete),
  • Piaceri stabili (catastematici), ovvero quei piaceri che nascono dall’assenza del dolore (il piacere che segue la bevuta).

Uno da cui imparare!

Madame Du Châtelet – Discorso sulla Felicità

Cosa può aiutare una donna a stare meglio? Cosa potrebbe farle vivere un’esistenza più felice? Bene, ho preso l’ebook di questo libro e l’ho letto tutto d’un fiato. Madame Du Châtelet aveva avuto una liaison con Voltare e da questo incontro era scaturito il libro che, però, viene dato alle stampe nel 1779, solo per volontà degli eredi. Il libro suggerisce un percorso di riflessione personale che punta sull’autentico ascolto del sé. Ciò che può portare felicità è una maggiore consapevolezza di se stessi ed una riflessione accurata e precisa sulla complessità del vivere.

i suoi consigli: 

Il Piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry

Chi non lo ha letto dovrebbe correre subito in libreria per rimediare alla grave, gravissima mancanza. Se tutti abbiamo sentito almeno una volta la fase “l’essenziale è invisibile agli occhi!”, allora è chiaro che va letto. Si tratta di un breve racconto filosofico tra un giovane principe ed un pilota che per accidente, è caduto sulla terra, schiantandosi con il suo aeroplano. Il principe da al pilota lezioni sul senso della vita, la natura dell’amore, la bellezza dell’esistenza e la felicità, appunto.

Anita

Anita

Content Specialist e specialista nel complicarmi i pensieri come solo le persone che gettano avanti il cuore in ogni cosa che fanno, sanno esserlo. Il Blog è il mio esercizio quotidiano per curare me stessa, per non perdermi, per essere sempre presente.

Hawking, il Pi greco e le strane coincidenze della vita

Libri in uscita ad aprile 2018

Leave a Response