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Giorno della memoria: dimenticare?

Giorno della memoria: dimenticare?

27 gennaio 2016#cultura1149Views

Vedo il mondo mutarsi lentamente in un deserto, odo sempre più forte l’avvicinarsi del rombo che ucciderà noi pure, partecipo al dolore di milioni di uomini, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto si volgerà nuovamente al bene, che anche questa spietata durezza cesserà, che ritorneranno l’ordine, la pace e la serenità*

Dimenticare è quella’azione che ognuno di noi compie quotidianamente senza il più minimo rimorso. Si dimentica la qualunque.  In ogni momento ed in ogni latitudine dimentichiamo. Cosa comprare al supermercato, cosa abbiamo mangiato a pranzo, a che ora c’è la palestra, la cena, l’appuntamento in centro. Dimentichiamo senza problemi cosa accade a cinque minuti da noi e dalla vita che scorre. Eppure dimenticare è così brutto. Lascia sempre dietro qualcosa di importante: un gesto, un sorriso, un invito, un pensiero. Dimenticare significa perdesi gli sforzi di ciascuno, ad essere sincero, lo sforzo che ha fatto per non essere dimenticato.

Quanto vale questo discorso nel giorno della memoria? Vale. Il 27 gennaio del 1945  le truppe sovietiche della 60ª Armata del 1º Fronte ucraino del maresciallo Ivan Konev arrivarono per prime a Oświęcim (in tedesco Auschwitz). Lì scoprirono il campo di concentramento di Auschwitz e liberarono i superstiti. Ad Auschwitz, circa 10-15 giorni prima, i nazisti si erano ritirati portando con loro tutti i prigionieri sani, molti dei quali morirono durante la marcia stessa. L’apertura dei cancelli mostrò al mondo la tortura, la malattia umana. L’orrore. La morte. La barbarie umana e Dio in tutto questo.

La memoria invita a non dimenticare perché a volte la dimenticanza costa ed in questo caso costa la storia. Si può dimenticare Auschwitz tutti i giorni ma non del tutto, non completamente. Perché dimenticare completamente, lasciare che il ricordo svanisca del tutto, corrisponde ad uccidere la storia che vuole essere ricordata per far sì che tutto ciò che viene compiuto non sia ricoperto dal nulla vuoto. Si può dimenticare, togliere dalla mente, ma non dal cuore. Non si può scordare perché scordare leva dal cuore le cose. Le oscura, le rende nulla, un nulla troppo forte da sopportare e troppo crudele da sentire.

[alcune letture consigliate. In particolare L’amico ritrovato di Uhlman sarà tra i popSuggeriemeti di sabato 30 gennaio.]

Il giorno della memoria è per non scordare quelle facce che non conosciamo, quei volti che non abbiamo mai visto ma che sono storia becera di cose che un uomo non dovrebbe soffrire. Dimentichiamo pure ma non scordiamo. Non vale la pena togliere dal cuore perchè il cuore custodisce quell’immane disprezzo di cui non possiamo fare a meno, mentre la mente è veloce e dimentica troppo facilmente.

vi segnalo: la pagina Rai dedicata alla Giornata della memoria, una testimonianza di Primo Levi: per non dimenticare e gli speciali di Radio 3

Grazie a nubivagando.com. Qui troverete una recensione su I Vicini scomodi

*tratto da: I diari di Anna Frank.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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