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Hawking, il Pi greco e le strane coincidenze della vita

Hawking, il Pi greco e le strane coincidenze della vita

14 marzo 2018226Views

La prossima sequenza di numeri ha dell’incredibile. Sono pronta a scrivere la prima sequenza di numeri dopo anni ed anni di parole e di lettere insieme. Non è mia, ma probabilmente questo foglio bianco su cui scrivo ogni tanto, non ha mai visto una sequenza di numeri così complessa e, forse, non ha neppure mai visto tutti questi numeri. Vi presento Pi Greco!

3,14159 26535 89793 23846 26433 83279 50288 41971 69399 37510 58209 74944 59230 78164 06286 20899 86280 34825 34211 7067…

Quelle che vi ho scritto qui sono (appena) le prime 100 cifre del π, meglio conosciuto come Pi greco, uno dei tre numeri protagonisti della nostra esistenza. Oltre lui ci sono:

  1. 9,80665, l’accelerazione di gravità che ci tiene incollati a terra, sia mai che voliamo!
  2. 42, che secondo la Guida galattica per gli autostoppisti è l’unico numero da dire se vi chiedono qualcosa sull’universo, la vita e tutto quello che ci circonda.

Forse la filosofia su quest’ultimo punto avrebbe un tantino da ridire ma questa è un’altra storia. Oggi è il Pi Day

Ma perché vi parlo di oro: le prime 100 cifre magiche? Oggi, 14 marzo, ricorre il giorno del pi greco, una data universalmente riconosciuta, celebrata in tutto il mondo con feste, convegni e persino dolci. Ma cos’è il Pi greco? Il numero è detto costante matematica che ha un valore definito esattamente, inconfutabilmente, incontrovertibilmente, insomma il Pi greco è questo e non possiamo farci nulla un po’ come  1,41, la costante di Pitagora e la radice quadrata di 2.

Pi = περίμετρος

Questo nome greco, “perimetros”, perimetro, è l’iniziale di Pitagora e fu usato per la prima volta nel 1706 da William Jones, un matematico inglese. Ma come ogni cosa non l’hanno inventata nel 1700 ma molto, molto tempo prima. Siamo in Babilonia, circa 4.000 anni fa, quando grandi matematici e architetti impiegarono per la prima volta questo numero.

Nel 434 a.C. Anassagora lo utilizzò per quadrare il suo cerchio, e nel III secolo a.C. Archimede lo approssimò a 3,1419. Addirittura Newton calcolò le prime 16 cifre decimali, mentre i supercomputer, pare siano arrivati a calcolare 5 mila miliardi di numeri, senza vedere la fine!

Irrazionale, trascendente.

Il Pi greco è spesso accompagnato da questi tre termini: reale, irrazionale e trascendente. Ma cosa si intende?

  • irrazionale

fuori dalla ragione perché non è esprimibile come una frazione di due numeri interi. Vi ricordate le 100 cifre che ho scritto sopra? Bene, come avrete capito sono molte di più, (ma davvero di più!), tanto che sono incalcolabili: all’apparenza, sono all’infinito. Ora ne sono state contate ben 9 trilioni, pari a 9 mila miliardi di numeretti dopo la virgola in più rispetto all’ultimo calcolo effettuato a novembre 2016. In questa occasione si era arrivati ad occupare 6 terabyte di memoria, pari a 24 dischi rigidi di un supercomputer!

π = 3,14, è dunque la risposta più veloce, il calcolo più rapido per non rimanere sommersi dalle cifre e perdere la bussola 

  • trascendente 

Il 3,14 è un numero decimale illimitato, e sopratutto non periodico, quindi numero trascendente perché non esiste un’equazione polinomiale a coefficienti interi che, risolta, dia π come risultato.

Trascende l’umano calcolo, la più complessa delle calcolatrici, la più folle gara a fare equazioni per “scoprire” chi è più bravo in matematica!

Ma il π a cosa serve?

La sfida di questo post è cercare applicazioni concrete del Pi greco; cercare di capire come sia possibile che solo le prime 100 cifre, approssimate, siano il motore di tutto, probabilmente dell’interno modo o almeno delle leggi che lo governano.

Queste cinque cose + una qui sotto, dipendono tutte da costanti matematica e calcoli specifici, in cui la presenza del Pi greco è fondamentale.

  • La diffusione di un’onda elettromagnetica;
  • la vibrazione delle corde di una chitarra
  • il profumo che, espandendosi, ci inebria;
  • il virus dell’influenza con raffreddore, tosse, febbre, dolori annessi e connessi;
  • e chi più ne ha più ne metta…

 

Le strane coincidenze

il più grande nemico della conoscenza non è l’ignoranza, è l’illusione della conoscenza

Forse Stephen Hawking, l’astrofisico più famoso ne sapeva qualcosa del Pi greco. Oggi nel giorno dedicato a questo numero speciale, è morto. Aveva 76 anni. Da giovanissimo era stato colpito da Sla, la malattia che blocca progressivamente tutte le funzioni vitali. Chissà se il Pi greco c’eterna anche in questo! a 21 anni ci era stata diagnosticata la malattia e buttata giù la spada di Damocle: 2 anni di vita, al massimo, ed invece! La vita è così!

Hawking è stato cosmologo, fisico, matematico e astrofisico, autorevole e noto soprattutto per i suoi studi sui buchi neri, sulla cosmologica quantistica e sull’origine dell’universo. Numeri, teorie, teoremi, leggi, ha studiato tanto e la sua vita forse è stata proprio questo: una continua oscillazione di numeri e di cose tra l’irrazionale e il trascendente!

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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