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Immigrazione e responsabilità: Dove nessuno è innocente di Mauro Bortone

Un viaggio inusuale nella normalità della vita quotidiana; una lente di ingrandimento su eventi e circostanze che ci circondano e ci appartengono, rendendoci attori protagonisti di un’esistenza che solo apparentemente è altrui; l’attenzione, l’indifferenza e la colpa: questi i fili conduttori del secondo romanzo di Mauro Bortone, Dove nessuno è innocente.

Il giornalista e scrittore salentino ha esordito lo scorso anno con il libro Ti vedo, romanzo di formazione, come lui stesso ama definirlo, nel quale si intrecciano diverse storie e diverse vite. In questo racconto emerge un’originale analisi dell’esistenza di un uomo in coma, che vive in un regno a metà tra la vita e la morte: Nebulandia.

In Dove nessuno è innocente, invece, Bortone osserva la normalità della vita di tutti i giorni, e ne legge i frequenti legami con l’indifferenza e la mancata presa di responsabilità. La cornice sociale e politica è estremamente attuale ed è il dipinto dell’Europa odierna e, ancor più nello specifico, della nostra Italia mediterranea. Una delle due storie, infatti, ruota attorno allo sbarco di immigrati sulle coste della nostra penisola, e all’omicidio di uno di questi, mentre l’altra ha a che fare con la vita di un clochard che abita in stazione. È questa attualità che coinvolge il lettore e lo mette davanti alle proprie responsabilità: così le vite di Morelli e Silvano, i due protagonisti, diventano specchio della nostra condizione, costringendoci a guardare e guardarci, giudicare e essere giudicati.

Tanto una volta che sono qui non raggiungeranno mai ciò che cercano. Sono degli illusi. Illusi, che affrontano il rischio e la morte senza una ragione. Esattamente come me, che invece qui ci resto per godermi l’inezia di questo posto

Poca demagogia e un pizzico di cinismo rendono il libro avvincente e incalzante, mentre il lettore si scervella tentando di risalire al movente e alle modalità dell’omicidio attorno al quale la storia prende forma. Il finale è inaspettato, impensato.

Un romanzo da leggere tutto d’un fiato e che ci lascia con tante domande. Un romanzo che ci lascia filosofare.

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