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Insegnare filosofia senza filosofi: si può!

Insegnare filosofia senza filosofi: si può!

Ho letto un articolo molto interessante. Anzi due sulla possibilità di insegnare filosofia senza i filosofi.

Sulla pagina Facebook di popFilosofia.it vi ho passato alcuni stralci di un intervento che, su OrizzonteScuola.it, ha fatto il presidente del CRIF – Centro ricerca sull’indagine filosofica, Alessandro Volpone. La risposta è in relazione ad un articolo, pubblicato sempre su OrizzonteScuola.it, che faceva riferimento alla possibilità o meno di insegnare filosofia senza l’aiuto dei filosofi. Insomma, una filosofia senza i filosofi!

Ma andiamo con ordine!

Gian Luigi Beccaria, linguista, critico letterario e saggista italiano ha scritto sulla crisi del nostro panorama culturale e ne è venuto fori un giudizio sincero e ragionevole sullo stato dell’arte. Le sue parole vengono riprese da Eleonora Fortunato che su OrizzonteScuola scrive: “in passato all’intellettuale spettava il compito di setacciare la narrativa alla ricerca delle elaborazioni più originali e delle risonanze con la tradizione”  mentre oggi “la produzione letteraria stessa a non richiedere una simile mediazione tra opere e pubblico”. Insomma, prosegue, “il conte Tolstoj sapeva di scrivere per lettori colti, in grado di cogliere ed apprezzare i fitti rimandi intertestuali  con la tradizione precedente”, oggi le cose sono cambiate. Si sente da ogni parte la pressione del presente sul passato. Un peso scomodo.

Ma è tutto riconducibile ad un eterno scontro tra classico e moderno?

In I bambini e la filosofia, l’autore, Nicola Zippel, parte dalla sua esperienza (lui è docente di Filosofia e Storia nei Licei) di insegnamento della filosofia ai bambini delle scuole elementari della Capitale. Una filosofia senza i filosofi? Assolutamente no. Zippel sostiene che “la filosofia è un’impresa umana geostoricamente determinata e va insegnata riferendosi ai protagonisti di questa geostoria e alle loro idee”, solo così  “il bambino che impara a filosofare” ha la consapevolezza di parteciparvi.

Una scelta decisamente alternativa alla Philosophy for Children, di cui ho avuto modo di parlarvi più volte. Matthew Lipman ha parlato del diritto dei bambini alla filosofia perchè la cosa importante è farsi le domande ed è per questo che una filosofia senza i filosofi diventa possibile e attuabile.

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In merito a questo vi è stato l’intervento di Alessandro Volpone, Presidente del CRIF*. Questi scrive:

Nel corso della sua diffusione, la P4C si è intrecciata con tradizioni filosofiche anche continentali, oltre che analitiche, negoziando istanze storiografiche e disciplinari, ma conservando la prerogativa di voler frequentare la filosofia come esercizio concreto di pensiero riflessivo e critico, anche in funzione sociale e civile.

ed ancora:

Criticare la P4C perché non fa riferimento diretto alla “geostoria dei protagonisti della filosofia e alle loro idee” è un po’ come accusare Socrate di non aver fatto bene lo storico della filosofia, o di non essere stato un bravo storiografo, avendo preferito discutere di questioni importanti legate alla sua vita o a quella dei propri interlocutori, piuttosto che fare puntuale e pedissequo riferimento alla tradizione codificata. Del resto, si sa, Socrate non era neanche un laureato!

La filosofia è molto più di quel che oggi si insegna a scuola; viceversa, ci sono finalità dell’attività filosofica che la scuola trascura, potenzialità inespresse. Prendo in prestito questa frase per dirvi due cose: criticare è lo spirito della filosofia. La filosofia senza filosofi critica e domanda, risponde e chiede e lo fa senza riferimenti geostorici ai suoi protagonisti perchè criticare, domandare, rispondere, chiedere e (aggiungerei) pensare, sono attività umane che prescindono dai libri, biblioteche intere, studi e saperi. Poi esiste la ricerca filosofica fatta sui testi, nei laboratori di scrittura, nelle Accademie; poi ci sono i cultori, i dottori di ricerca, i Professori. Ecco, quello è un altro mondo.

*è possibile leggere qui l’intervento completo

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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