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Istat: leggiamo poco. Ma perchè?

Istat: leggiamo poco. Ma perchè?

15 gennaio 2016#cultura1216Views

instat lettura

Quanto leggiamo? Poco. Perché? È tutto da scoprire. La pubblicazione degli ultimi dati Instat 2015 sulla produzione e la lettura dei libri in Italia è sconcertante. Ciò significa che la lettura di un libo di qualsiasi genere, forma e dimensione è abolita, interdetta, eliminata. Dai 6 anni in su si legge poco: i dati riportano che 24 milioni hanno letto un solo libro negli ultimi 12 mesi, non strettamente scolastici o professionali. La diminuzione è iniziata nel 2011 ma è stabile rispetto al 2014. E se le donne leggono di più (48,6%), gli uomini sono pigri da morire (35%).

Nel 2014, le famiglie italiane hanno speso 3.339 milioni di euro per libri e 5.278 per giornali, stampa e articoli di cancelleria: rispettivamente 11 e 18 euro al mese, lo 0,4 e lo 0,6% della loro spesa complessiva.

Tra gli 11 e i 19 anni si legge tanto. Sono il 50% della popolazione mentre diminuiscono negli anni successivi. Il 66,8% dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni ha entrambi i genitori che leggono mentre il 30,9% sono i ragazzi di quella età che hanno i genitori che non leggono libri. Il mezzogiorno è il più indietro. E dove sta la novità? Meno di una persona su tre ha letto un libro mentre nelle Isole leggono di più. Più 2% rispetto all’anno scorso. E poi ci sono loro: quelli che l’Instat chiama lettori forti, cioè le persone che, strenuamente, leggono in media almeno un libro al mese. Questi marziani sono il 13,7%, in calo rispetto al 2014 quando erano 14,3%; il 45,5% è un lettore debole perché nel ha letti tre in un anno. 4,5 milioni hanno letto o scaricato libri online o e-book negli ultimi tre mesi: l’8,2% della popolazione complessiva e il 14,1% delle persone che hanno navigato in Internet negli ultimi tre mesi.

Siamo un popolo di pigri, dissimuliamo bene la lettura. Non ci piace leggere, lo ammettiamo e lo confermiamo. Se un libri è superiore alle 150 pagine allora lasciamo perdere evitando la fatica. Leggiamo poco perchè siamo assorbiti completamente dalla volontà di far presto, di stare dietro alle nostre vite frustrate ed insignificanti, il più delle volte senza senso. Ed allora la cultura è qualcosa che può essere messa da parte perchè tanto non serve. Eppure serve, eccome se serve. Il più delle volte ci si inganna da soli a pensare che la lettura non abbia un senso e che le cose vengano da sole. Leggere resta un dovere e per quanti consigli di lettura si vogliano dare, on bastano mai se la logica è sempre quella di un libro chiuso e di una tv accesa.

*Dati di maggiore dettaglio sono disponibili su dati.istat.it al tema “Cultura, comunicazione, tempo libero, uso del tempo”, sottotema “Stampa, mass-media, nuovi media”.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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