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La gabbianella, il gatto e altri modi di volare
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Giallo, thriller, fantasy o romanzo d’amore: qualsiasi sia il genere scelto, è sempre ben speso il tempo dedicato ad una buona lettura e, si sa, col tempo libero delle vacanze estive è ancora più piacevole lasciarsi coccolare da un buon libro, all’ombra di un ombrellone o col venticello di montagna che ci accarezza i capelli.

Ma immagini poetiche a parte, cosa avete letto quest’estate? Io la mia pila l’ho quasi terminata (e sto per cominciarne una nuova) e tra i libri che ho letto di recente ci sono Il lupo della steppa di Hesse, Per dieci minuti della Gambareale e Il peso della farfalla di Erri De Luca, ma non è di questi che voglio parlarvi.

Oggi voglio parlarvi di un altro libro, di una favola, di una storia semplice. Voglio parlarvi di fantasia e di animali che parlano, di amicizia e di parole date. Oggi parliamo di Luis Sepulveda e della sua Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare. Non voglio annoiarvi con una recensione, promesso, voglio solo farvi sapere quanto poco basti perché un libro ci tocchi nel profondo.

Basta poco per riflettere sul valore di una promessa, della parola data. E il gatto Zorba di promesse ne fa e mantiene ben tre: non mangiare l’uovo, avere cura del piccolo ed insegnargli a volare. Promesse che comportano sacrificio e impegno, che mettono alla prova la natura stessa di un gatto, che quell’uovo lo avrebbe fatto fuori in due minuti. Promesse che ci fanno riflettere sui nostri giuramenti e sulle nostre parole date: in un mondo in continuo movimento, in crescita costante, che valore ha una promessa? Siamo disposti a mantenere fede ad un patto, nonostante tutto?

Ebbene si, perché una promessa va mantenuta nonostante tutto. Zorba cova l’uovo, nonostante la sua natura di gatto, si prende cura della gabbianella nonostante gli innumerevoli pericoli, le insegna a volare nonostante lui non ne sia capace, la lascia andare nonostante la ami come una figlia.  Perché una promessa è impegno, sacrificio, rinuncia.

Impegno che non vede coinvolto soltanto Zorba, perché un “affare di un gatto del porto, riguarda tutti i gatti del porto”: e infatti saranno proprio questi, come una grande famiglia, come un’affiatata comunità, ad aiutare Zorba nella sua missione, con il supporto e la collaborazione propria dagli animali e che noi umani dovremmo imparare. Impegno nell’informarsi, nel cercare soluzioni, provare, fallire e ricominciare daccapo.

Ma il loro piccolo cuore,
Lo stesso degli equilibristi,
Per nulla sospira tanto
Come per quella pioggia sciocca
Che quasi sempre porta il vento,
Che quasi sempre porta il sole

Sacrificio e rinuncia che ci abbattono e fanno paura, che oggi consideriamo ostacoli e non fondamenta dell’obiettivo, che egoisticamente ci mettono al primo posto, cechi delle esigenze altrui. Zorba, invece, insegna ad una gabbianella a volare, perché è nella sua natura, perché le sue ali non possono essere costrette sulla terraferma. Insegna ad una gabbianella a volare e, a noi, ad amare e saper abbandonare.

Tutto questo in una favola, in una storia scritta in un linguaggio genuino che Luis Sepulveda maneggia con sapienza, mettendo sullo sfondo la a lui tanto cara tematica ambientalista: tutto comincia con uno sversamento di petrolio in mare. Attualità e fantasia si fondono in una favola che è anche romanzo di formazione, di grande aiuto alla crescita civile ed emotiva di un bambino. Ecco perché questa è una storia semplice e straordinaria al tempo stesso, che riesce a coinvolgere ed emozionare il lettore.

Si sa, le favole sono scritte per i bambini, ma forse è proprio per questo che gli adulti dovrebbero ricominciare a leggerle.

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