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Laurearsi in filosofia oggi è così strano?

Laurearsi in filosofia oggi è così strano?

15 agosto 2017141Views

Se su Google digiti laurearsi in filosofia oggi troverai ben 406.000 risultati. Mica male!! Ciò vuol dire che su questo tema si è scritto tanto, ma davvero tanto. E’ così che sono andata a rileggere qualche articolo, anche vecchio, qualche intervista di professori, studiosi, gente comune che sottolineava quanto senso ci fosse nell’iscrizione alla Facoltà di Filosofia, oggi in cui laurearsi in filosofia resta ancora una cosa così strana.

E tu? Cosa ne pensi: laurearsi in filosofia oggi… è così strano!?

Non prendiamoci in giro, laurearsi in filosofia oggi appare ancora una questione fin troppo strana da affrontare. A me dissero: ma davvero? E poi cosa farai? Quello che faccio io è un’altra storia ma voglio farti richiamare la tua attenzione su un aspetto importante che ho notato in più di una intervista letta, in più di un articolo riletto ed in più di un video rivisto. Il concetto è semplice: la filosofia è qualcosa di strano da studiare, di ultraterreno da capire e di fantastico da studiare.

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Mi spiego, portando degli esempi concreti. Ho letto questa intervista che qualche anno fa Diego Fusaro ha rilasciato al Corriere della sera. Sai chi è Fusaro? E’ un filosofo dell’ultima ora, uno che ancora giovanissimo si è inventato filosofico.net (e menomale!! so solo io quante volte mi è servito quel sito. Lì potrai trovare il racconto dei filosofi e delle tematiche più importanti della filosofia dalle origini ai dibattiti contemporanei). Insomma Dio salvi Fusaro e la Regina! Detto questo, ciò che ho letto mi suona strano. Senti qua il suo parere sul laurearsi in filosofia oggi:

è un atto di coraggio, di dissenso verso il nostro mondo nichilista, che seppellisce valori, credenze e tutti i cardini della civiltà a favore della merce

Vi anticipo che la seconda parte della citazione la condivido, ma vedremo dopo!

Atto di coraggio? Ma davvero?

Io non credo che iscriversi a filosofia oggi sia un atto di coraggio. No, non lo è perchè queste parole contribuiscono in maniera pericolosamente potente, a disegnare la filosofia come il labirinto di Alice, il bosco incantato delle fiabe, la notte buona e tempestosa delle tragedie greche di un tempo che fù. Insomma credo che un danno che la filosofia paga sopratutto nel rapporto con gli studenti sia questo: essere un atto di coraggio. Credo che il senso delle parole di Fusaro sia qui di seguito:

Ognuno di noi, potenzialmente, è un filosofo, quindi può metterlo in discussione. Può decidere di non accontentarsi delle (poche) possibilità di emancipazione che il sistema gli offre, e di cercare le proprie, rifiutando il sistema. Ed è questo, più del collocamento sul lavoro, che la rende una strada difficile

Allora è un atto di coraggio perchè è mettere in discussione ogni aspetto della realtà?

Se la risposta a questo quesito è sì allora Fusaro non ha, forse tutti i torti, tuttavia le sue parole posso dire anche altro. Perché la filosofia deve essere descritta come un atto di coraggio? Coraggio verso cosa? La messa in discussione della realtà? Il dubbio indotto, il pensiero? E perchè, invece, non raccontare che pensare è tutto ciò che abbiamo e non un atto di coraggio, un dissenso un NO gigantesco. Credo che questo sia pericoloso e consegni un’immagine molto più costruita di una cosa di per sé davvero semplice!

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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