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Mani in alto: Hudea ha paura

Mani in alto: Hudea ha paura

Forse accade così. Accade che la dignità a volte sia negoziabile e pronta al baratto se solo una parte non è abbastanza occidentale e se solo una parte non è abbastanza capace di stare sulle prime pagine dei giornali, così in prima pagina. Accade, a volte, che un bambino sia più degno di un altro solo perché ha la pelle un tantino più scura. Gli occhi più profondi. le mani piene di ferite e il cuore pieno di guerra. Forse accade così ed ogni giornale sceglie la sua prima pagina per criteri sconosciuti a tutti se non ai manuali retrogradi e pieni e di ovvietà. Accade che i social decidono che barbiera mettere come immagine di profilo. Le bandiere occidentali vengono preferite e subito i morti di dividono i morti di serie A e morti di serie B. E poi ci sono i morti si serie C, D…

Le bambine della Siria alzano le mani anche se se vedono una macchina fotografica. Le bambine della Siria alzano le mani comunque: sia che vedano un’arma sia che vedono una macchina fotografica. Le bimbe belle della Siria alzano le mani e basta. A prescindere. Loro alzano le mani e contrite aspettano il momento giusto per essere colpite. il fotografo turco autore della straordinaria immagine che ha fatto il giro del web, ha scattato. Poi ha capito. Durante la post produzione ha osservato gli occhi. Capito cosa stesse succedendo.

La foto, come riporta Huffingtsonpost, è stata scattata al campo profughi di Atmeh, in Siria. La piccola Hudea, 4 anni, vi è giunta con la sua famiglia dopo essere stata portata via dalle bombe del suo paese. Bombe dei nemici, siriani o occidentali poco importa. Le bombe l’hanno terrorizzata ed allora anche un obiettivo di una macchina fotografica professionale è diventato un’arma a cui arrendersi. 150km lontana da casa e 10km lontana dal confine turco, Hudea ha paura. Il suo sguardo è quello di ogni bambino siriano e ogni bambino del mondo difronte all’incubo della guerra, delle bombe, degli spari, della notte che pare non terminare mai.

Hudea è siriana mentre le vittime degli attentati di Parigi, Nizza, Monaco sono europei. Quale differenza? Qualche problema? Perché la sua storia si è raccontata poco? Perché non è raccontata? L’informazione. Le notizie. Le idee. Le emozioni diverse e contrastanti. Vorrei dire questo: pari dignità anche se queste parole non hanno senso come non ha senso avere così tanta paura per un obiettivo che vuole solo fotografarti, per un uomo che vuole solo ritrarre gli occhioni scuri e le guance alte. Non ha senso e non lo avrà mai. Forse è questo il segreto: trovare un senso anche se un senso non c’è. All’apparenza, un senso non c’è.

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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