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Mappe concettuali: perché sono diventate una droga?

Mappe concettuali: perché sono diventate una droga?

Una mappa concettuale è uno schema grafico che sintetizza un argomento per concetti, idee, punti chiave, frasi indispensabili per il giusto apprendimento dell’argomento stesso. Una mappa concettuale è una rappresentazione grafica che serve a fissare, in punti, un argomento che diversamente non entrerebbe in testa neppure a martellate. Pensate alla mappa del tesoro dei pirati. Se non fosse stata precisa e puntuale nella spiegazione, questi non avrebbero mai trovato il tesoro nascosto! Una buona mappa concettuale fa trovare un tesoro, scoprire le cose, impararne di nuove.

Io adoro le mappe concettuale, gli schemi esplicativi, le frecce e le linee. Chiamatele come volete: io adoro le mappe concettuali. Lavoro per schemi. Sbagliato? Forse sì, forse no! Chi stabilisce in che misura sia un errore e in che misura non lo sia?

Trasmettere informazioni Grafiche è per me essenziale in modo che venga chiarito subito l’argomento e centrato in ogni suo punto. Ho cominciato ad usare le mappe concettuali a scuola. Immaginare di imparare le storia senza mappa concettuale era impossibile e tutt’ora lo è. Ed allora ecco quaderni interi di schemi riassuntivi, frecce colorate, frasi evidenziate e parole chiave cerchiate, tutto per rendere la storia migliore, la letteratura greca facile da ricordare e perché no, la filosofia facile da concepire.

Per me una mappa concettuale è buona se rispetta 3 criteri chiave. Ve li elenco qui sotto. Prendete nota:

  1. evidenziare l’oggetto del ragionamento; 

  2. evidenziare i concetti chiave, indispensabile per la comprensione dell’argomento;

  3. evidenziare il percorso del ragionamento che al termine, deve risultare completamente coerente e soprattutto filare liscio come l’olio;

I motivi per cui una mappa concettuale è importante sono tanti, ad esempio permette di districarsi correttamente nella miriade di informazioni che, di solito, un libro fornisce. Le informazioni non sistemate adeguatamente e raccolte nel modo giusto, creano confusione, ansia di apprendimento. Immaginate un capito di millemila pagine con millemila cose scritte…. Come fare ad impararlo? Ecco, le mappe concettuali contribuiscono a formare e sviluppare la consapevolezza della complessità dell’argomento. Oltre ad evidenziare, nella complessità dell’argomento, i punti indispensabili, esse sono importanti anche per un altro motivo: combinano struttura e rigore di apprendimento. Mi spiego: imparare dal libro, senza un filtro di parole proprie, comporta un imparare a memoria dannoso per l’interrogazione o l’esame in sé (perché banalmente il prof se ne accorge che è tutto ripetuto come una preghiera in Chiesa) e una assenza totale di personalizzazione dell’argomento. Fare una mappa concettuale comporta una rielaborazione in chiave autonoma di un argomento, permettendo così, allo stesso, di diventare proprio, nostro, personale senza stravolgimenti.

La logica della connessione, la logica delle cose che filano e degli argomenti che si capiscono. Ode della mappa concettuale che per concetti spiega, esplica, evidenzia, aiuta, sistema i concetti e permette di esporli bene. Vi dicevo prima della filosofia. Sì, la filosofia per mappe concettuali è una manna dal cielo, un’idea geniale che vi invito a provare. Io sono una maestra delle mappe concettuali. Per qualsiasi esigenza non esitate a contattarmi… anche la più difficile delle lezioni diventerà colorata e piacevole! Sì, perché la filosofia è diventata popolare anche in questo modo: con le mappe concettuali, con i miei schemi scritti e riscritti affinché tutto, anche il più estroso dei concetti, mi apparisse chiaro ma così chiaro che addirittura appariva concepibile!!
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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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