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MassaCritica: dialogo I (parte I)

MassaCritica: dialogo I (parte I)

Ragazzi allora come avrete capito i filosofi sono persone che si pongono dei problemi, si fanno delle domande….proviamo a capire cos’è la filosofia cercando di imitare questo loro atteggiamento, fate delle domande, poniamoci dei problemi…

prof. Io non vorrei passare per una persona che si fa dei problemi, uno con le paranoie….

Guarda che il termine “problema” ha anche un significato positivo, porsi dei problemi vuol dire non dare per scontato le cose così come sono, e quando lo facciamo possiamo anche migliorare quello che ci circonda, invece di limitarci ad accettarlo.

Va bene prof. Ma di cosa si occupa questa filosofia?

Di tutto quello su cui possiamo farci delle domande, naturalmente è meglio partire dalle cose più importanti.

Prof. Quali sono le cose più importanti, quelle di cui occuparsi prioritariamente?

La domanda che mi fai è molto filosofica, aspetta, stiamo ancora cercando di introdurre questa disciplina.

Si, ma insomma da cosa si parte?

Dal mondo in cui viviamo e che siamo abituati a dare per scontato, senza interrogarci su di esso.

Prof. A me proprio non vengono domande.

E non ti chiedi come sia possibile? Già questa potrebbe essere una domanda?

Va bene prof. Allora glielo chiedo come è possibile che non ci vengano domande?

Vedi il punto è che per i filosofi occuparsi di filosofia non è un’attività che si fa a comando, rispettando degli orari prestabiliti, ma è un modo di vivere, forse dovete entrare in un’ottica che vi porta a vivere diversamente.

Quindi il modo in cui abbiamo vissuto fino ad oggi non va bene?

Non ho detto questo, anzi, devi riprendere a vivere come facevi quando eri bambino.

Mio padre dice che quando era bambino ha vissuto il periodo più bello della sua vita perchè non si faceva problemi, quindi cosa c’entrano i bambini con i filosofi che invece si fanno, e anche molti, problemi?

Stiamo cominciando a ragionare, però attenzione alle parole, come ti ho già detto il termine “problema” dobbiamo pensarlo un pò diversamente, non è solo una cosa che ci procura preoccupazione, qualcosa di negativo. Ti faccio un esempio: tu vedi un fiume che scorre e non ti viene in mente niente, il bambino si chiede “perchè il fiume scorre?” Tu vedi un contadino che semina e non ci fai attenzione, il bambino si chiede come è possibile che da un seme nasca una pianta.

Insomma prof. per essere filosofi bisogna tornare a non sapere niente proprio come un bambino? Ma non si rischia di tornare indietro?

Per quanto tu lo dica in senso ironico hai affermato uno dei capisaldi del pensiero di Socrate, chi crede di sapere si accontenta di quello che sa e non ricerca niente di nuovo, chi invece è consapevole che quello che sa è niente in confronto al mondo sconfinato della conoscenza, si attiverà facendosi domande e cercando di sapere di più. Quindi, per rispondere alla tua domanda, non si rischia di tornare indietro, ma anzi si va avanti.

Allora abbiamo detto che bisogna provare a vivere diversamente, in un modo più simile ai bambini: come vivono i bambini?

I bambini vivono con meraviglia quello che gli adulti vivono con indifferenza, mi sembra che nel cambio da una vita caratterizzata dall’indifferenza ad una contraddistinta dalla meraviglia ci si guadagni.

[…] lunedì prossimo la seconda parte del dialogo!

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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