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Memorie di Adriano. Eco di pensieri

Memorie di Adriano. Eco di pensieri

16 gennaio 2016#cultura1195Views

Mio caro Marco,
Sono andato stamattina dal mio medico, Ermogene, recentemente rientrato in Villa da un lungo viaggio in Asia. Bisognava che mi visitasse a digiuno ed eravamo d’accordo per incontrarci di primo mattino. Ho deposto mantello e tunica; mi sono adagiato sul letto. Ti risparmio particolari che sarebbero altrettanto sgradevoli per te quanto lo sono per me, e la descrizione del corpo d’un uomo che s’inoltra negli anni ed è vicino a morire di un’idropisia del cuore. Diciamo solo che ho tossito, respirato, trattenuto il fiato, secondo le indicazioni di Ermogene.

Questo è l’incipit di Memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar. Vi ho già parlato di questo libro e ve l’ho consigliato come regalo di Natale. Questa è l’occasione per suggerirvi la lettura.

È scritto in prima persona. Come se parlasse Adriano delle sue memorie. La Yourcenar è tra le righe, sotto testo. C’è ma non si vede veramente. Il testo, pubblicato nel 1951, è diviso in sei parti ed è una lunga lettera di un anziano e ormai malato imperatore Adriano, indirizzata ad un giovane amico: Marco Aurelio. Poco dopo quest’ultimo, diciassettenne ed inesperto, diventerà suo figlio adottivo e successore. È la vita pubblica e privata dell’imperatore romano del II secolo, ad esser descritta nei minimi particolari, con enfasi e rammarico. Trionfi militari, amore per la poesia, la musica e la filosofia, e poi l’amore sconfinato per Antinoo, giovanissimo amante.

Il libro a poco a poco si rivela per quello che è: la voce di un uomo stanco che riflette sulla propria vita e su se stesso che poi è la propria vita. Adriano ha vissuto pienamente l’attività politica e si è fatto politica, tanto che a 60 anni, non desidera altro che guardare dentro se stesso e scrutare la sua anima. Si tratta della storia di un uomo che ascolta i ricordi che affiorano uno dopo l’altro, un uomo stanco che pensa alla porte come naturale cessazione della vita.

La sensibilità forte della Yourcenar, confermano questo come un romanzo moderno, adatto ed adattabile ai nostri anni. Adriano siamo noi e sono tutti ed è per questo che nel nostro tempo in cui i fondamentalismi prendono il sopravvento, procurano sangue, dolore ed urla che Adriano ritorna e le parole hanno senso. Così l’imperatore:

non tutti i nostri libri periranno; si restaureranno le nostre statue infrante; altre cupole, altri frontoni sorgeranno dai nostri frontoni, dalle nostre cupole… e se i Barbari s’impadroniranno mai dell’impero del mondo, saranno costretti ad adottare molti nostri metodi; e finiranno per rassomigliarci

E’ una riflessione sul tempo finito, e sulla consapevolezza che di meglio, certo, si poteva fare, ma di più sicuramente no. E’ la tacita rassegnazione ma non la sterile messa tra parentesi di se stesso. Non ci si arrende alla vita vissuta, anzi la si è vissuta, è passata, trascorsa, irrimediabilmente.

Vi segnalo:

  • Frammenti dal romanzo di Marguerite Yourcenar, recitati nella Villa Adriana a Tivoli, qualche anno fa. Interpreti: Giorgio Albertazzi, Anita Bartolucci, Gianfranco Barrra, Roberto Gandini, Yordi Godal, Luana Nunzi, Tito Piscitelli, Andreas Rallys, José Sanchez Minobas, David Sant Noell
  • Radio3Rai, il programma Ad alta voce ha letto tutto il testo, potete scaricare le puntate in prodcast;
  • Villa Adriana a Tivoli. Poco lontano dal centro storico di Tivoli, sorge la villa Adriana, un luogo da visitare (la prima domenica di ogni mese, l’ingresso è gratuito!);
Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

Istat: leggiamo poco. Ma perchè?

Cura del sé e filosofia della cura, parte II: il sé

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