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Mi ama o non mi ama?

Mi ama o non mi ama?

Ma tu mi ami?

Si

E quanto mi ami?

Tanto.

Tanto quanto?

Tanto tanto.

Come posso misurare il tanto?

Immagina che ti amo da qui ad infinito.

Allora mi ami infinito non tanto.

Si infinito.

Allora quanto mi ami?

Tanto infinito.

Cos’è il tanto infinito?

Il tanto tanto che è così tanto che è assai, troppo, molto.

Quindi non è più infinito…?!

No è infinito.

E come?

Perché il fatto che ti ami tanto tanto comporta che misurare il tanto con un dato strumento sia impossibile, per cui io ti amo tanto infinito ovvero un senza misura, un immensurabile e incommensurabile. Posso solo pensarlo ma non posso afferrare tutto insieme questo mio amore infinito. Tanto infinito.

Non ho mai sentito parlare di tanto infinito.

Tacquero.

Posto che un amore tanto infinito non lo auguro a nessuno. Considerato che il tanto infinito non so precisamente cosa sia, voglio considerare come sia possibile amare così tanto e quanto la presenza o meno di un amore così possa condizionare la vita delle persone. E soprattutto, quantificare l’amore è davvero così indispensabile?

Quel “ti amo più io, no io, no io, no io…” è detto senza senso. Detto solo per riempire vuoti di conversazioni serali che non hanno moto seguito perché tanto poi alla fine ognuno ama a modo proprio

Si vive nella tana dell’amore, la prigione del doversi amare tanto. Rinchiusi e rannicchiati uno accanto all’altro, per sempre. Ogni scelta è dell’altro prima che di se stessi, ogni desiderio deve combaciare irrimediabilmente con quello dell’altro altrimenti che amore è? Focalizzarsi sul noi soltanto, abdicando ad Eros quell’io che soffre le pene dell’inferno, povero per aver perso se stesso in un momento.

Scoccata la scintilla si è in due non più in uno!

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Quando è successo tutto questo? Quando abbiamo rinunciato alla persona propria e aperto una casa per due? Quando abbiamo deciso che il letto matrimoniale fosse tale perché diviso e non fosse sufficiente anche per una sola persona?Quando abbiamo deciso che condividere dovesse essere universale? Perché facciamo dell’amore un giudizio e del misurare una prerogativa?

Amore. Ti amo. Punto. Tanto, troppo, troppo poco, poco, meno di te, meno di me, più di te, come te, tanto infinito… Perché non amare e basta e dare all’altro il beneficio di SENTIRE quando amore gli viene donato senza rinchiuderlo in una quantità?

La misura dell’amore è amare senza misura. Tutto quello che ho capito dell’amore è che funziona se la corona non la cedo ed evito che l’altro diventi re, il re di chi ama troppo e troppo male! 

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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