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Mito di Arianna: perché siamo un labirinto?

Mito di Arianna: perché siamo un labirinto?

Avete presente Arianna? Quella del mito. Del mito di Arianna ci sono moltissime versioni. Una ad esempio, racconta che Arianna si era innamorata di Teseo non appena questi era giunto a  Creta per uccidere il Minotauro, un mostro mitologico che era in un labirinto. Per aiutarlo, Arianna diede a Teseo un gomitolo di lana per poter segnare la strada percorsa nel labirinto e quindi non perdersi e ripercorrere sempre lo stesso tragitto. Sconfitto il Minotauro, Arianna fuggì con lui e gli altri ateniesi verso Atene, ma Teseo l’abbandonò sull’isola di Nasso. Che tipo, direte! Secondo un’altra versione del mito di Arianna, al suo risveglio vide la nave di Teso ma il dolore dell’abbandono prese il sopravvento; ad un tratto giunse Dioniso, che, dispiaciuto del suo dolore, la sposò. Ed addirittura secondo un’altra versione ancora del mito di Arianna, fu lo stesso Dioniso a far allontanare Teseo in modo da poter sposare la fanciulla.

Perché vi racconto questo? Sentite qua.

Per stare bene con se stessi bisogna conoscersi bene, comprendersi fino in fondo. Basta solo entrarsi dentro. Capite che voglio dire? Entrare dentro di sé, nelle viscere dell’anima, nei meandri più bui della mente e portarvi LUCE. Spesso le ansie e le paure, le inutili tensioni, si potrebbero risolvere semplicemente sapendo come risolverle. Mi spiego: ogni tormento, ogni delusione, o perché no ogni gioia, ha bisogno di essere decodificata per essere vissuta davvero. Abbiamo bisogno di uno spazio di decodifica e di vita della stessa. Ma come riuscire ad apprezzare una emozione, a viverla compiutamente se non conosciamo come siamo fatti? Attenzione: quando dico come siamo fatti non intendo quante braccia e quante gambe abbiamo oppure il colore degli occhi, ma come siamo fatti nel profondo, come funzioniamo e come siamo portati a risolverci.

Ho sempre pensato di essere un’enigma, dopotutto tutti lo siamo. Chi più chi meno siamo un labirinto e dobbiamo trovare solo il filo da seguire per uscirne fuori. Teseo senza Arianna non ce l’avrebbe fatta e noi? Chi è la nostra Arianna: a noi chi ci aiuta? Sabato 11 giungo ho partecipato ad una giornata di formazione dal titolo: Il counselling nella pausa caffè. Un po’ ve ne ho parlato qui. Insomma, persone di ogni età che hanno creduto nella forza delle parole e dell’ascolto del sé. In effetti in tempi non sospetti Socrate ci aveva fatto una lezione bellissima (per approfondimenti segnalo l’Alcibiade primo ma c’è una vasta letteratura e per quella: popfilosofia2.0@gmail.com). Ascoltarsi, capirsi è comprendersi fino in fondo: sarà forse questa la chiave per uscire dal labirinto?
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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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