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Muhammad: io, l’archeologia e la Siria | #lavoronarrato

Muhammad: io, l’archeologia e la Siria | #lavoronarrato

Questa storia è stata una SORPRESA! Muhammad ha deciso di partecipare a La notte del Lavoro narrato…sui Social! Con la sua testimonianza di lavoro e di vita. Fa un mestiere bello, complesso e straordinario: l’archeologo.

L’ISS, ha bombardato più volte i siti archeologici siriani, devastandoli completamente. La sua testimonianza è importante e per me ha un significato particolare.

***

“Sono Muhammad Muhammad, sono un archeologo siriano, preistorico, ho 33 anni, mi sono laureato in Siria nel 2005 (laurea quadrennale), poi ho vinto una borsa di studio siriana per fare la specializzazione nel restauro archeologico in Italia. Sono arrivato in Italia il 24 gennaio del 2011. Le date per me sono importanti perché 40 giorni dopo, è cominciata la rivoluzione contro la dittatura dell’Al Assad. Un anno dopo il governo siriano mi ha tolto la borsa perché ho dichiarato che ero contro Al Assad, e lo sono ancora”.

Ecco, entriamo a gamba tesa!

“Sì, a parte la difficoltà economica che ho avuto sia per mantenermi che per continuare lo studio, la parte peggiore della mia vita in Italia era vedere il mio paese si stava distruggendo, amici e parenti morti o dispersi, rifugiati ovunque e poi l’ignoranza occidentale che ha superato tutti i limiti, una situazione che fa piangere il cuore a qualsiasi essere umano”.

E poi c’è il tuo sogno!

“Il mio sogno, prima, era di fare l’archeologo scientifico, cioè, di inserire tutte le scienze possibili nell’archeologia, come la chimica, la fisica, la geologia, la biologia ..ecc. che in Siria non li insegnavano agli studenti che studiavano archeologia. Ma la situazione in Siria mi ha obbligato di fare altro.

Comunque, non mi sono arreso, mi sono laureato nel settore Archeometria/Restauro.

Intanto cosa è successo?

“Durante questi 6 anni in Italia, come avete visto tutti, la guerra in Siria ha causato un sacco di danni. Un milione di morti, 200 000 arrestati dentro le prigioni dell’Al Assad, 100 000 dispersi, e 6 milioni di rifugiati, un collasso economico, poi la vittima dimenticata: il patrimonio culturale.

Parlamene…

La questione del patrimonio culturale siriano è abbastanza complicata, ma per spiegare in grandi linee, possiamo dire che sono cinque fattori principali hanno contribuito alla distruzione del patrimonio culturale della Siria:

1- Dall’inizio le forze militari dell’Al Assad hanno usato i siti archeologici che hanno una posizione strategica come caserme, e hanno bombardato gli edifici storici perché i rivoluzionari li hanno usati come riparo. Così i siti archeologici siriani si sono trasformati in siti militari, rendendoli arene di battaglie da parte delle parti in conflitto.

2- Scavi illegali dai ladri, individui o gruppi organizzati.

3- Sfruttare il caos per effettuare operazioni di contrabbando attraverso le “mafie” e le sue reti internazionali, collaborando con i ladri locali.

4- Le contraffazione e le falsificazione di reperti archeologici, soprattutto le statue ed i mosaici.

5- La distruzione sistematica del patrimonio culturale, che si basa su uno sfondo ideologico, è emerso chiaramente dai movimenti radicali islamici, in particolare dall’ ISIS.

Alla fine, come attivista/archeologo siriano in Europa sto cercando di fare capire al mondo che il patrimonio culturale siriano non è solo “siriano” ma è un patrimonio dell’umanità, e la responsabilità è di tutti.

Io sono senza parole. Non ho da aggiungere altro! 

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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