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Natale cos’è?

Ci sembra poco che fra tutti i milioni di donne della terra soltanto Maria fosse l’unica eletta che doveva partorire l’Uomo-Dio Gesù? Ci sembra poco l’essere madre di Colui che doveva rendere felice l’intero genere umano e grazie al quale l’uomo sarebbe divenuto un’immagine della divinità e l’erede di tutte le sue beatitudini?

Era Johann G. Fichte, esponente dell’Idealismo tedesco.

Forse il Natale è solo una messa tra parentesi husserliana della vita frenetica di tutti i giorni che ci impone di fare tutto di fretta, senza tempo, senza se e senza ma; senza la tranquillità e la calma di pensare e di concentrarsi su ciò che è davvero importante. La messa tra parentesi della vita quotidiana, sena freni e vincoli di ogni sorta. Un giorno tradizionale in cui la volontà è in primo piano e la ripetitività è messa da parte, oscurata dalle luci di Natale.

Forse il Natale è quell’apertura estatica che apre, appunto, alla realizzazione del sogno di essere tutti più buoni, tutti più comprensivi, tutti più capaci di amare. L’apertura alla vita vera fatta di abbracci e di sorrisi, pacche sulla spalla e occhi lucidi. Natale è l’apertura al diverso, al non quotidiano, è la rottura dello schema più antico: la routine. Apertura alla meraviglia del ritrovarsi, del volersi bene e del comune accordo. Natale, forse, è l’estasi dei sensi e la bugia della ragione.

Forse il Natale è un’impressione. Un tocco forte e deciso, intenso ma non troppo, che permette di conoscere cosa sia davvero nel suo significato più profondo. È l’impressione che colpisce e che insegna l’esistenza di qualcosa che, un giorno almeno, ci accomuna, tutti indistintamente. Natale è l’impressione della meraviglia che ci fa esprimere la sua esistenza astratta, lo spirito profondo del ringraziamento.

Per un giorno, solo uno, Natale arriva e impressiona, apre, mette tra parentesi la vita e permette di viverla nella sua semplicità ed autenticità.

Non so se alla fine Babbo Natale era Marx ma una cosa è certa: gli assomiglia tanto. Il vestito rosso e quella attitudine a dare a tutti, indistintamente (o quasi!) i suoi regali, un po’ lo ricorda. Forse non è lui, forse è solo l’estasi del giorno, del momento così puro che non ci appartiene così nel profondo.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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