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Perchè Cartesio aveva ragione sulla meditazione?

Perchè Cartesio aveva ragione sulla meditazione?

Ho sempre immaginato che Cartesio dicesse una frase: “meditate gente, meditate!. Questa, ovviamente, è sempre stata una fantasia. Probabilmente Cartesio ha detto davvero questa frase o forse l’avrebbe potuta dire. Poco importa. La meditazione era fondamentale per lui e lo è per me. Nella mia filosofia spicciola, praticata ogni giorno a piccole dosi, altrimenti la testa scoppia (!), ho sempre applicato questa pseudo massima cartesiana. Sì, perchè mi piace pensare che il filosofo dei filosofi, la dicesse ogni qual volta c’era da indagare la realtà.

Nella prima delle sei Meditazioni sulla Filosofia prima, Cartesio è seduto davanti al suo camino con la sua vestaglia, a contemplare le cose che sono -che poi sono le cose che lo circondano (come potrebbe essere diversamente?! )- e cerca ciò per cui si ha ragione di dubitare. L’attività meditativa del 1641, porta il filosofo a considerare le cose come enti dubitabili e, in una scala a ritroso, arriva fino a se stesso ente, non ancora persona, di cui non si può certo dubitare. Io sono una cosa che pensa e una cosa che pensa, parafrasando le sue parole, è una cosa che vede, non vede, immagina e sente. Una cosa che pensa e non ancora persona, è quella cosa mediante la quale io riesco ad essere io e non un’altra persona, io e solamente io, diverso da te e te e te.

Un io che non è ancora persona e lo diventa nel momento in cui la consapevolezza si allarga, si estende e si concretizza nel pensiero. Io sono una cosa che pensa, appunto. Penso dunque sono. Quel cogito ergo sum modificato in mille modi dalle satire più o meno filosofiche. Scrive in Risposta alle seconde Obiezioni:

Col nome di pensiero io comprendo tutto ciò che è talmente in noi, che ne abbiamo immediatamente conoscenza. Così tutte le operazioni della volontà, dell’intelletto, dell’immaginazione e dei sensi, sono dei pensieri. Ma io ho aggiunto immediatamente, per escludere le cose che seguono e dipendono dai nostri pensieri: per esempio, il movimento volontario ha, sì, in verità, la volontà per suo principio, ma di per se stesso, tuttavia, non è un pensiero

Ebbene, la conoscenza immediata di qualcosa è tale perchè è il risultato di una operazione di pensiero. Quando è importante allora la meditazione nella vita di tutti i giorni? Quando è fondamentale pensare all’autenticità dei propri pensieri e dagli valore? Nella filosofia, meditare è alla base di qualsiasi risulto. Meditare e pensare non credo siano la stessa cosa e non era la stessa cosa per Cartesio. La meditazione ha insito in sé il concetto di mediazione. L’arte di mediare è l’altre di me-di-ta-re su qualcosa in modo da trovare una me-dia-zio-ne tra i pensieri. Mediare i pensieri in modo che questi diventino unici e coerenti, evitare le spavalderie e le irruenze: mediare. Semplicemente mediare sui pensieri prima che escano fuori a fiotti, sena freni e senza inibizioni.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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