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Perchè c’è filosofia nel rito del té?

Perchè c’è filosofia nel rito del té?

Il momento del té è bellissimo. L’ho sempre amato, pur non essendo una inglesina delle 17, una cinese accovacciata in salotto. Sono italiana e amo il té! Nella filosofia cinese, il rito del tè è fondamentale perchè è alla base della meditazione e della contemplazione interiore, in seguito alla riflessione sui concetti di vuoto ed immanenza di ogni essere nella natura di Buddha. Il rito del tè è riconosciuto dalla filosofia zen, così come le altre arti:  la pittura, la poesia, la calligrafia. Armonia, purezza, serenità. Il maestro che esegue la cerimonia del tè nutre un assoluto distacco dai suoi gesti. Il maestro, infatti, riesce a estromettersi dalla vita terrena e indicare la strada presiedendo il rito, appunto.

Ma quale tè scegliere? Io amo il fruttato ma se vi va, potreste provare questo da 1300 euro al grammo! Circa 9mila, euro a tazza!  È il Da Hong Pao, una varietà coltivata nelle Wuyi Mountains, nella provincia del Fujian, in Cina. Non è un té come tutti gli altri… Secondo la leggenda questo té costosissimo, curò la madre di un imperatore della dinastia Ming. Da Hong Pao significa grande vestito rosso. Il vestito rosso è quel vestito che l’imperatore donò ai coltivatori per proteggere le piantine di té durante l’inverno. Ed ancora oggi le foglioline preziosissime, sono destinate al presidente cinese e battute all’asta.

Tutto normale. Si paga e si gusta il té migliore del mondo. Eppure qualunque té beviate è un piacere. Il rito del tè rientra nell’interessa per la meditazione e la mediazione delle parole e dei pensieri di cui vi ho parlato.
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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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Va’ dove ti porta il cuore e il cuore sempre!

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