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Perché per John Dewey i primitivi avevano una marcia in più?

Perché per John Dewey i primitivi avevano una marcia in più?

Non potete capire cosa ho scoperto sui popoli primitivi! Risolvevano i problemi scientificamente anche se di scienza non ne sapevano nulla. Erano capaci di arrivare ad una soluzione precisa, in modo preciso e logico senza avere la minima idea di cosa dicesse Aristotele oppure della logica di Frege. Pazzesco! L0 dice John Dewey!

L’ho scoperto approfondendo How we thinks. L’interesse per l’educazione al pensiero mi è nata da poco e l’approfondimento è doveroso. Dicevo, in questo testo (di cui non vi dirò vita morte e miracoli perché per quello c’è sempre Wikipedia!), John Dewey ha cercato di dimostrare che i popoli primitivi sono in grado di sviluppare un algoritmo perfetto per risolvere un problema che in una data situazioni stava ostacolando la loro condotta. In poche parole se hanno un problema, lo risolvono con una formula logica.

John Dewey

Nell’infografica potere vedere il ragionamento semplificato. L’algoritmo comporta un passaggio fondamentale da ciò che che è o com’era, a ciò che dovrebbe essere. Ovvero il superamento dell’ostacolo comporta l’adozione di un comportamento prescrittivo. La differenza tra un pensiero ordinario e un pensiero riflessivo, ovvero critico, è tutta qui: cause e conseguenze. La riflessione, infatti, comporta un pensiero costante e concreto su un argomento, il cui risultato influenzerà il nostro comportamento.

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Perché fermarsi a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato? perché non andare oltre e cercare di capire dove poter andare e cosa poter fare di diverso? Conoscere le cause di un pensiero significa ribellarci alla nostra rigidità mentale, a quella malsana idea che le cose devono per forza andare in un dato modo. Abbiamo la facoltà di scegliere. Di conoscere e di scegliere ed è per questo che conoscere le conseguenze significa conoscer il significato che c’è dentro le cose.

E’ per tutta questa serie di motivi che la nostra educazione non può rinunciare al pensiero. In questa prospettiva la procedura risolutiva di Dewey e la pratica guidata acquisiscono un valore fondamentale. Come, tra l’altro, importanti sono parole come sensazione, causa, situazione finale, mezzi, conseguenze. Ed ancora, alternative, piano operativo, valutazione degli effetti.

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La sensatezza di questo algoritmo comporta quelle otto procedure, di cui sopra, fondamentali per risolvere un problema. La filosofia in questo è maestra. L’autocorrezione in seguito alla riflessione, l’autocorrezione come semplice ricerca di ragioni migliori che possano guidarci, la sensibilità verso un dato contesto e un dato ambiente, sono tutti componenti centrali e fondamentali per un certo tipo di filosofia. 

Valorizzare i punti di vista diversi e far emergere quanto di meraviglioso ci sia nella diversità è lo scopo dell’educazione al pensiero critico, filosofico. Forse è per questo che n certo Ennis scriveva:

il pensiero critico è un pensiero riflessivo e ragionevole che consente di decidere in cosa credere e cosa fare

 

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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

Per CineTVRecensioni.com, Io prima di te…ma anche no!

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