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Perché serve la comunità di ricerca filosofica?

Perché serve la comunità di ricerca filosofica?

Ho riflettuto a lungo sul concetto di comunità di ricerca filosofica prima di scrivervi. Ho frequentato la Scuola di Acuto ed ho imparato la Philosophy for children e for comunity. Ho imparato attraverso esperiti, professori il concetto di comunità di ricerca filosofica e con il tempo ho capito i motivi del suo valore e le ragioni della sua necessità.

Vi scrivo a trentasei ore dal mio ritorno. Vi scrivo ancora confusa per le ore di sonno mancate a cui se ne sono accumulate altre. Vi scrivo dal luogo in cui le mie ricerche sono state condotte: la mia casa. Le ricerche erano in solitaria. un libro, il gatto che ciondolava intorno, qualche matita, un quaderno ed un evidenziatore. La ricerca filosofica finalizzata ad un esame, ad una prova importante non ha con sé il senso di una comunità di ricerca filosofica. Verrebbe da dire che il senso diverso risiede nel concetto di comunità che nel primo mancava e nel secondo era espresso. Ebbene perché il senso di comunità di ricerca filosofica è così importante per chi fa ricerca filosofica? Il senso mi è stato chiaro ad Acuto.

La comunità di ricerca filosofica si ritrova ad una data ora, in un dato luogo con della data gente che si dispone in cerchio. Il cerchio è semi chiuso perché ospita una lavagna che poi è un pezzo di carta in piedi. Si arriva ad una domanda e da lì la comunità indaga. Scopo del gioco? Nessuno, Motivo per cui lo si fa? Mettetevi comodi perché i motivi sono tantissimi. Per prima cosa la comunità di ricerca filosofica è un protendersi verso l’altro, con i gesti, con gli sguardi e con le parole. E’ un condividere i pensieri i movimento ed un muovere di pensieri che è quel cogitare di cartesiana memoria (co-agitare) di cui ho tanto rincorso il senso in anni di ricerca eppure non l’ho mai raggiunto prima d’ora. La comunità di ricerca filosofica è un sentire l’altro che parla ma sentirlo veramente perché quello che sta dicendo non è sicuramente vero ma è certamente interessante. E’ un vedere gli sguardi pensierosi e le mani che si alzano per dire la propria oppure, semplicemente, per disegnare un pensiero perché non tutti parlano a mani giunte. La comunità di ricerca filosofica è un raccogliersi uno accanto all’altro per capire bene ciò che si sta dicendo, è un prendere le idee degli altri e farle proprie, è un criticare le idee perché ogni idea è legittimamente pensata. La comunità di ricerca filosofica è un crescere con gli altri e per gli altri ed è un motivo in più per vivere veramente in quell’ora lì, in quel posto lì, con quella gente lì accogliendo il buono, il brutto ed il cattivo perché la mente umana è meravigliosa ed il pensiero lo è ancora di più!

Vi scrivo a trentasei ore dal mio ritorno. Vi scrivo ancora confusa per le ore di sonno mancate a cui se ne sono accumulate altre. Vi scrivo dal luogo in cui le mie ricerche sono state condotte: la mia casa. Vi scrivo dal luogo che è il mio luogo ma ho imparato che delle sedie in cerchio possono essere il luogo mio e nello stesso tempo di tutti: il posto del cuore ed un cuore di posto. Ho imparato che pensare insieme  è meglio ed il pensiero vien fuori più convinto e determinato. Ho pensato che penare insieme è meglio per me ed allora la comunità di ricerca filosofica, diviene importante. Un luogo che un mio luogo ed un luogo altrui per una filosofia che vuole essere pratica e amare le cose così come sono, semplicemente.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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