close
Piccola guida per capire Dewey e la scuola americana

Piccola guida per capire Dewey e la scuola americana

Cosa ci hanno insegnato gli americani i materia di istruzione? Ebbene, ho capito una cosa: hanno avuto una intuizione veramente forte. Nei prossimi 2 minuti vi spiegherò perché e soprattutto cosa lega Dewey alla mia scoperta!

Tra Dewey  e Lipman corrono trent’anni di differenza. Anche se è forse Dewey che ci aveva visto lungo e che dell’educazione al pensiero (critico), ne aveva fatto la bandiera della nuova scuola americana.

Negli anni ottanta del novecento, William Bennett, allora segretario dell’istruzione americana, appena eletto dichiarò di voler letteralmente smantellare il sistema educativo made in USA. Chi usciva da una scuola americana sapeva poco e male e per questo una riforma era fondamentale. La classe di insegnati rispose con toni aspri e abbastanza arrendevoli scaricando la colpa sul sistema, l’ambiente, le circostanze, i cui erano costretti ad operare, tralasciando le loro responsabilità.

Dewey

Durante quegli anni, presso l’Università di Pittzbrugh venne organizzata una conferenza con i membri più importanti del panorama intellettuale americano. Vi presero parte i ricercatori del novo programma di insegnamento (tra cui anche Lipman), psicologi cognitivisti, esperiti pedagogisti i quali arrivarono ad un assunto: il pensiero educato doveva essere il pensiero critico.

LEGGI ANCHE 

Perché è importante la filosofia pratica a scuola?

Cos’era e di cosa si trattasse nessuno lo sapeva. Lipman in Educare al pensiero pone una lista dettagliata di riferimenti testuali che possono aiutare a ripercorrere la strada attraverso cui si è giunti a questa idea di pensiero. Tra i tanti ricorda gli studi di Mead soprattutto per gli aspetti legati alla questione del sé e soprattutto Dewey.

E’ di lui che vi voglio parlare e di quello che riterrei essere un corso ed un ricorso storico, una ripresa di un certo motivo dominante alla fine del diciannovesimo secolo ed ancora permanete all’inizio del ventunesimo. Quello di cui sto parlando è il declino degli studi classici a favore di un’ampia ascesa delle scienze e delle tecniche. La differenza tra allora ed ora è che se oggi continuiamo ad essere un popolo ignorante in matematica ed ancor più in fisica, ai tempi di Dewey l’aumento dello studio delle scienze era letto come un toccasana. Il metodo dell’intelligenza poteva e doveva fondarsi su un’uguaglianza semplicissima: ricerca in generale = ricerca scientifica. Senza ricerca non si fa scuola e non si fa progresso, non si migliora e non si cresce. prima questo lo si capiva e meglio era!

Ora? Che scuola abbiamo? Quali sono le metodologie adottate nella scuola italiana, in particolare? Come sono divisi e suddivise le ore? Ed i curricoli? Quanta filosofia c’è in un liceo? Basta?

Un dibattito sempre vivo ed acceso che implica competenze e valutazioni strutturali. Chissà che qualcosa non possa cambiare.

Licenza Creative Commons

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

Due biglietti per la felicità. Vermalle e l’amore in un cinema

Poppetina e la solidarietà

Leave a Response