close
Quattro chiacchiere con Chiara Gamberale

Quattro chiacchiere con Chiara Gamberale

Tra le mani ho Adesso, il suo ultimo romanzo edito da Feltrinelli. Ma con Chiara Gamberale ci ho parlato per email e vi assicuro che è una persona splendida. E’ proprio vero che ci si innamora delle persone prima che del loro modo di scrivere, raccontare, disegnare, cantare… Chiara Gamberale nasce a Roma, si laurea al DAMS di Bologna. Scrive Una vita sottile nel 1999 e per farlo si ispira ad una vicenda autobiografica.  Poi Color lucciola, nel 2001 e Arrivano i pagliacci, nel 2003. Intanto l’esperienza televisiva di Parola Mia, su Rai3

schermata-2016-11-01-alle-18-50-07

Nel 2008 le è stato conferito il Premio Campiello, Selezione Giuria dei Letterati per La zona cieca, ovvero quella parte di noi che rimane cieca per noi ma visibilissima agli altri. Quella parte che non vediamo in modo chiaro con i nostri occhi ma gli altri vedono benissimo. Le chiedo: quanto abbiamo bisogno dell’altro per conoscerci davvero?

L’incontro con l’altro, unito ad un nostro percorso altrettanto necessario, è secondo me indispensabile per arrivarsi dentro davvero. Non è un caso che tutti i miei libri abbiano sempre al centro le relazioni: quello che gli altri incontrandosi si danno è si tolgono è l’unica cosa che mi interessa

Dopo l’esperienza fino al 2012 su Rai Radio 2 con Io, Chiara e l’Oscuro, pubblica L’amore, quando c’era mentre nel marzo 2013 pubblica Quattro etti d’amore, grazie, edito da Mondadori. Pochi mesi dopo è la volta di Per dieci minuti, edito da Feltrinelli. Il testo è, a mio parere, è un esercizio filosofico bello e buono cosa le chiedo quanta filosofia può trovarsi in un’arte come la scrittura.

Moltissima. La filosofia riguarda molti aspetti della nostra esistenza che la scrittura traduce e ferma

La filosofia ovunque. Ritrovo in pensiero che condivido in pieno e forse è anche per questo che Per dieci minuti è diventato un mio cult del 2016, come ho avuto modo di scrivervi poche settimane fa. Proseguendo, non posso fare a meno di chiederle quella strana esperienza con Massimo Gramellini di scrivere un romanzo a quattro mani.  Un esperimento di scrittura davvero forte e risuscito.

Molto divertente e soprattutto autentico. Noi ci siamo davvero mandati quelle lettere: la parte di Giò la scrivevo io e lui mi rispondeva come Filemone. In quei mesi siamo DAVVERO diventati i nostri personaggi: nessuno dei due aveva idea di come rispondesse l’altro e continuando a interrogarci  è nato Avrò cura di te

L’ultimo romanzo pubblicato, sempre per Feltrinelli, è Adesso, il libro che ho ora tra le mani. Qui si racconta davvero l’amore dall’interno. Viene trattato come un farmacon nel senso greco del termine: qualcosa che cura ma che può fare anche male. Sembra essere un inno allo stare dentro le cose, al viverle e a praticare la propria vita senza paura. Sembra semplice eppure non lo è. Allora le chiedo, se le cose più belle accadono Adesso come si fa a non perderle?

Cadendoci dentro, esattamente come fanno i miei protagonisti, non senza qualche difficoltà, e come la copertina illustra

Meraviglia.

LE DOMANDE CURIOSE!

I suoi romanzi sono stati tradotti in 16 Paesi. Piacciono in Spagna e America Latina. Oggi la collaborazione con La Stampa, Vanity Fair e il blog su iodonna.it. Eppure scrive tanto e scrive pure bene; ed è così che mi sovviene quella domanda stupida e banale ma così curiosa che non posso evitare di fare ad una scrittrice del suo calibro. Eh sì, perchè molti scrittori raccontano di avere un stile di vita diverso quando è tempo di scrivere un nuovo romanzo. Chiara durante il periodo di stesura di un romanzo, invece, com’è?

 

Sono quasi un’asceta. Non ho bisogno di nient’altro, mi basta solo scrivere. Sono completamente dentro le pagine tant’è che quando imposto un nuovo romanzo mi isolo sempre in posti deserti per non avere nessuna distrazione e nessuna sollecitazione

Questa strana voglia di filosofia e di letteratura, di scrittori e di poesie sembra essere sempre più lontana dalla realtà che invece è piegata dal bisogno e dalla voglia di concretezza. E’ per questo motivo che le discipline umanistiche scompaiono dietro la logica dei freddi numeri. C’è una ricetta per riportarle in vita?

Ricordandoci sempre che parlano della vita, della vita di tutti, di ogni giorno e che non sono un valore ma un’esperienza necessaria

Prima di lasciarla e di tapparmi la bocca le racconto che sto facendo quell’esercizio filosofico dei dieci minuti. Dieci minuti al giorno faccio una cosa che nella vita non ho mai fatto. Quale persona migliore da cui ricevere un suggerimento per i miei Per dici minuti di oggi? Ad esempio qualcosa che Chiara non ha ancora fatto!

Pensare per almeno dieci minuti prima di dire qualcosa che si pensa…

E non aggiungo altro!

Licenza Creative Commons

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

Crollo della Basilica di San Benedetto: il significato

To do list filosofica: come farne una sentimentalmente orientata

2 Comments

  1. Mi piace quest’intervista alla mia scrittrice preferita! Brava! E sono molto fiera di essere nella gallery delle foto con Adesso!

Leave a Response