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Seta. L’amore leggero.

Seta. L’amore leggero.

Col tempo iniziò a concedersi un piacere che prima si era sempre negato: a coloro che andavano a trovarlo, raccontava dei suoi viaggi. Ascoltandolo, la gente di Lavilledieu imparava il mondo e i bambini scoprivano cos’era la meraviglia. Lui raccontava piano, guardando nell’aria cose che gli altri non vedevano.

Hervé Joncour. Negoziante di bachi da seta. Francese. Una epidemia ha colpito i bachi nei paesi europei e africani e per questo Hervé è costretto ad andare in Giappone e comprare tutte le uova. Lì l’accoglie Hara Kei, accompagnato da una giovane ragazza i cui occhi  “non avevano un taglio orientale, il suo volto era il volto di una ragazzina”. Una danza di sguardi. Il ritorno a casa. La moglie. Il dramma dell’amore. Dopo un anno ritorna in Giappone ma dello sguardo della giovane, nulla.  Hara Kei gli intima di non tornare più. Hervé torna in Francia e lì gli viene recapitata una lettera in ideogrammi giapponesi, nella quale la giovane confessa l’amore che non ha mai potuto esprimere a parole.

Gli dice addio.  Continua a vivere con il Giappone nel cuore. Dopo la morte della moglie si copre che la lettera d’amore era l’opera fittizia della stessa Hélène. Lei ha amato e sofferto allo stesso tempo ed ora che Hervé ha finalmente compreso il significato della parola Amore grazie ad Hélène, il Giappone è il luogo dei racconti da condividere.

Seta è quel romanzo di Baricco complicato nella scrittura e amabile nella narrazione. Ho letto sui social che il modo di amarlo è controverso. C’è chi odia il suo incedere dettagliato e ridondante e chi ama quelle parole che si affollano vigorose. Seta è l’amore semplice dietro un viaggio contorto e soprattutto compromettente dei sentimenti stessi che poi si riscoprono.

Per le foto, grazie a: saggia30, bookscemetery, Fabyamura, annapiam, mela_salvato

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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