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Non chiedermi il perchè della strage di Parigi

Non chiedermi il perchè della strage di Parigi

Sella strage di Parigi ho già parlato raccontandovi la tragedia per immagini. Ma come fare a raccontare ai bambini della strage di Parigi? Le domande sul terrore, il perché sia successo. Su Huffington post La storia di un padre come tutti che come tutti si è trovato a dover raccontare della tragedia disumana della strage di Parigi. Spiegare la tragedia ad un bambino e le dinamiche che ci sono dietro, rispondere a quegli occhi di paura misti a incapacità di capire realmente quello che sta succedendo, è difficile. Non aiuta la tv sempre accesa. Le all news che tempestano con aggiornamenti, ricostruzioni, volti, storie, immagini, notizie. Come tutelare un bambino?

Come comportarsi ad un suo perchè, è il tema. Perchè è capitato, perchè a quei ragazzi, perchè proprio lì, in un caffè, un ristorante, un teatro. Ad un bambino raccontare tutto questo è difficile perchè gli adulti non hanno tutte queste risposte. Il primo istinto è celare tutto, mascherare la strage di Parigi con una storia. Ed allora la donna che si sta per lanciare dalla finestra pur di sfuggire ai colpi è un’amica di Aladin e aspetta che il tappeto volante la porti dalla sua mamma. La donna che si  è finta morta è una principessa che per incantesimo chiuse gli occhi e nessuno la disturbò più. Quei fiori che raccontano il dolore di chi ha perso un familiare, un amico, è un tappeto morbido sul quale far cadere lacrime di pensieri per angeli che ci stanno guardando dall’alto.

La favola. Perchè il primo istinto è proteggerli. La psicanalista francese Claude Halmos suggerisce di non interrompere mai il dialogo, perchè è più sano che conosca dal genitore la verità sulle stragi di Parigi e non da un compagno di classe. Belinda Lascombe sul Time  scrive delle paure da affrontare per i bambini, per proteggerli diversamente. Proteggerli raccontando della strage di Parigi. i bambini sono così sensibili alle angosce degli adulti che, mascherare è inutile. Ed allora il racconto si modula in base all’età. Questo lo schema proposto da Harold Koplewicz, presidente della Child Mind Institute.

Età pre-scolare:

l’unica età in cui gli esperti consigliano di evitare l’argomento. I bambini di età inferiore ai 5 anni tendono a confondere le paure con i fatti. Non dare spiegazioni ulteriori rispetto a ciò che chiedono.

Età scolare:

i bambini vanno informati, va spiegato loro cosa è successo. La discussione di un genitore dovrebbe essere incentrata sul benessere del bambino.

Età media:

non cadere nell’errore di raccontare tutto solo perchè sono più grandi ma piuttosto informarsi di ciò che hanno sentito, visto, letto da tg, compagni si scuola e soprattutto internet.

Età superiore:

A questa età si sta leggendo molto su internet e soprattutto i social racconto di tutto sulla strage di Parigi. I perchè a cui rispondere sono più profondi e ben articolati. Discorrere sulle ansie e sulle paure da affrontare negli anni a venire è la soluzione.

Risposte a questo genere di perché probabilmente non esistono o forse sì, nessuno è in gradi di spiegare cosa abbia mosso persone ad uccidee persone. Quali i sentimenti nascosti dentro. Eppure la risposta dovrebbe essere così semplice come la domanda di un bambino. L’umanità è una cosa così complessa che, a volte, è irraggiungibile; eppure siamo tutti uomini sulla stessa terra.

 

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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