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Umberto Eco: la filosofia. La filosofia prima di tutto

Umberto Eco: la filosofia. La filosofia prima di tutto

20 febbraio 2016#cultura#libri1132Views

I grandi vanno via e ce ne accorgiamo la mattina, al risveglio. Così si è saputa la notizia della morte di Umberto Eco. Una mattina senza sole. Nella tarda sera la notizia, ma forse, a quell’ora le persone dormono. Ed allora si svegliano con la notizia del lutto. Eco aveva 84 anni, giovane per quest’epoca di centenari. Alessandrino ma poi cittadino d’Italia. Scrittore, ma filosofo prima di tutto. Era quello sguardo critico sulla realtà che mancherà più di ogni cosa, quelle frasi dissacranti che erano intrise di verità, come quando disse che i social “danno diritto di parola a legioni di imbecilli”. La filosofia prima di tutto. L’estetica per l’esattezza. Nel 1954 si laureò in Filosofia all’Università di Torino con Luigi Pareyson con una tesi sull’estetica di San Tommaso d’Aquino. Nel 1956 pubblicò il suo primo libro, estensione della sua tesi di laurea: Il problema estetico in San TommasoOpera aperta, testo molto criticato, diviene il primo testo in cui le proprietà strutturali ben definite di un testo, diventano fonte di apertura e di oscillazione delle interpretazioni dello stesso. Dell’opera d’arte diceva:

è un messaggio fondamentalmente ambiguo, un pluralità di significati che convivono in un solo significante. Che questa condizione dia propria di ogni opera d’arte cerchiamo di mostrare […], ma […] tale ambiguità diventa – nelle poetiche contemporanee – una delle finalità esplicite dell’opera, un valore da realizzare a preferenza di altri

L’opera d’arte era un fatto di comunicazione che apriva all’interpretazione di un messaggio ambiguo e instabile come sostiene nel Trattato di semiotica generale, in cui, tra l’altro, sistematizza il suo progetto di semiotica fornendo un’analisi dei segni in ambito estetico. Partendo dagli studi su Jakobson, Eco parla dell’esperienza estetica come violazione delle regole del codice linguistico. Infatti:

si ha ambiguità estetica, quando a una deviazione sul piano dell’espressione corrisponde una qualche alterazione sul piano del contenuto

Il surplus del contenuto e la violazione del codice espressivo, è alla base del mutamento del codice stesso. Ecco che l’interprete deve riconsiderare l’organizzazione del contenuto esistente. Ecco che per Eco la l’esperienza estetica è una continua negoziazione tra il testo estetico e il suo destinatario. Teoria e dinamiche interpretative del testo. Parole e sopratutto interpretazione della realtà attraverso esse. Le parole. Quelle parole con le quali ha saputo raccontare le storie più belle mai raccontate. Il nome della rosaIl pendolo di Foucault, L’isola del giorno primaBaudolinoIl cimitero di Praga e  Numero zero. Parole in circolo che hanno fatto centro. I suoi romanzi sono stati tradotti in tutte le lingue possibili e letti da generazioni di ragazzi ai quali aveva trasmesso la necessità della scrittura, più che l’amore. Disse, infatti:

chi non legge, a 70 anni avrà vissuto una sola vita: la propria. Chi legge avrà vissuto 5000 anni: c’era quando Caino uccise Abele, quando Renzo sposò Lucia, quando Leopardi ammirava l’infinito… perché la lettura è un’immortalità all’indietro

Lo scorso anno aveva deciso di non pubblicare più per la Mondadori dopo che questa aveva acquisito Rcs. Aveva preferito  seguire Elisabetta Sgarbi in una nuova avventura, la casa Editrice La nave di Teseo che oggi saluta il suo capitano. In riferimento proprio al La nave di Teseo, aveva detto: “il progetto è l’unica alternativa alla Settimana Enigmistica, il vero rimedio contro l’Alzheimer”.

Vanno via i migliori. Quelli che vorresti fossero eterni, ma eterni non lo sono. Restano i libri. Quelli sì che eternizzano e fermano il tempo.

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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