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“Un nuovo inizio”: il romanzo esordio di Salvatore Fiorellino

“Un nuovo inizio”: il romanzo esordio di Salvatore Fiorellino

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Ogni famiglia ha la sua storia. E i suoi scheletri nell’armadio. Ogni famiglia ha i suoi membri, che si amano, si odiano, parlano, discutono, litigano oppure preferiscono chiudersi nel silenzio di scelte non dette o dette con troppa enfasi. Ecco, “Un nuovo inizio”, romanzo d’esordio di Salvatore Fiorellino, è la storia di una famiglia, con le sue dinamiche, più o meno malate, con i suoi segreti, con i suoi scheletri nell’armadio, ma proprio per questo così reale, così simile alla mia e magari alla tua famiglia.

Un nuovo inizio è un libro intenso, capace di tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, capace di emozionarti pagina dopo pagina e di sorprenderti. È la storia di una famiglia, ma anche molto di più. È la storia di una rinascita, della vittoria dell’essere sull’avere, della speranza e della perseveranza sulla rassegnazione, dell’amore (vero) e di tutte le sue sfumature sulla convinzione dell’inesistenza di un sentimento simile.

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Clara e Manuele hanno atteso per dieci anni questo momento, dopo aver provato e riprovato, finalmente sono diventati genitori! È nato Angelo! Ma quello che dovrebbe essere un momento di gioia pura, viene turbato continuamente dagli umori, e dai malumori, dei diversi membri della famiglia. Maria e il suo sdegno nei confronti del genero, che reputa vigliacco e indegno, Govanni, vittima e succube della moglie, Martina, la sorella maggiore di Clara, tanto concentrata su se stessa e i suoi soldi da non accorgersi del disastro imminente e Diego, suo marito, tanto innamorato di lei quanto stufo del suo modo di fare. E poi Eugenio, il papà di Manuele, uomo tutto dalla scorza dura ma dal cuore morbido, e Andrea, amico storico, stanco di una vita che non ha scelto, che si rifugia nell’alcol per dimenticare il suo dramma. E Bianca, la sorella minore di Clara, l’anello debole della famiglia, etichettata come pazza, sminuita e vessata dalla madre e da Martina, derisa anche dalle nipotine, in cerca di rinascita e di vita. Una famiglia con tutti i suoi se e i suoi ma, che si intersecano in una trama avvincente ma mai troppo spinta.

Il giorno volgeva ormai al tramonto e la notte calava su Milano, su Manuele e Clara, sul piccolo Angelo. Occorreva riprendersi per salutare un altro inizio. Ognuno con un ruolo diverso. Tutti e tre insieme.

Un libro dunque da leggere tutto d’un fiato. Fin dalle prime pagine mi ha fatto pensare alla nascita di mia nipote. Come Angelo per la famiglia Scuotti, Clelia ha rappresentato una rinascita per la mia famiglia. Un dono del Signore, del destino o semplicemente della natura, che con il suo semplice venire al mondo ha dato nuova forza ed impulso a tutti i sentimenti positivi che si stavano perdendo nella routine della vita quotidiana.

La scelta del nome non è stata casuale. Nel libro Clara e Manuele scelgono di chiamare il loro bambino Angelo, in quanto messaggero di speranza, e di perseveranza. Nel mio caso, mia nipote si chiama come mia nonna, Clelia, colonna della famiglia fino alla fine, morta a 100 anni compiuti da alcuni mesi. Clelia è anche la sua rinascita, un nuovo raggio di speranza per tutti noi, un nuovo inizio, appunto.

Se anche tu hai una famiglia tanto bizzarra quanto normale, allora questo libro è perfetto!
Lo leggerai e rileggerai scoprendone ogni volta un senso nuovo e nuove opportunità di agire finalmente affinché l’amore vero regni su tutto. E chissà che non ti venga voglia di essere un po’ come Clara e Manuele, innamorati e felici di condividere questo nuovo inizio.
Perché l’importante è non perdere mai la speranza! Buona lettura a tutti!

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