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Unioni civili: perchè la fiducia?

Unioni civili: perchè la fiducia?

Unioni civili sì, no, forse. Sembra proprio che la scelta sia . E’ sì dopo ieri pomeriggio quando con 369 sì, 193 no e 2 astensioni il ddl è legge. Legge di Stato si diceva una volta, oggi si dice è legge. Ma che legge? Perchè la fiducia? Perchè è stata necessaria una fiducia per porre fine ad una battaglia inevitabilmente ideologica, marcatamente di sinistra e cattolica pochissimo? La prima domanda che mi sono posta è perchè. Eppure le unioni civili sono l’unione (perdonate il gioco di parole) di due parole bellissime. Il dizionario dice:

unione: s. f. [dal lat. tardo unio -onis, der. di unus «uno»]. – 1. L’azione e l’operazione di unire, il fatto di unirsi o di essere uniti con uno o più altri individui, enti, oggetti, parti o elementi: l’u. tra l’una e l’altra riva fu realizzata con un ponte di barche; l’u. tra le proposizioni si ottiene mediante le congiunzioni

Ed ancora:

civile: agg. [dal lat. civilis, der. di civis «cittadino»]. – 1. Di cittadino, dei cittadini, considerati come parte d’uno stato e con particolare riguardo alla loro convivenza in seno allo stato: diritto c., in senso ampio, il complesso delle norme di diritto privato che regolano i rapporti tra i cittadini d’uno stato (si contrappone, in genere, non solo al diritto penale, al diritto canonico, al diritto internazionale, ma anche ad altre branche del diritto che di esso fanno parte…

A leggere le definizioni, le parole sono bellissime eppure insieme fanno paura. L’unione civile è una forma di convivenza di coppia, basata su vincoli affettivi ed economici, alla quale la legge riconosce uno specifico statuto giuridico. Qui il riferimento è a coppie dello stesso sesso. Porre la fiducia al ddl Cirinnà (così chiamato per la deputata Monica Cirinnà fautrice della battaglia arcobaleno), è stata una necessità per il governo Renzi. Come a dire: la storia sta avanzando e l’Italia deve adeguarsi e più in fretta lo si fa e meglio è. La fretta è dovuta ad una inconsistente opposizione fatta di ritardi astronomici, rinvii ingiustificati e questioni partitiche sterili dovute ad uno scontro/incontro con una legge che è storia già da anni.

what women want (3)

 

Le unioni civili non hanno aspettato l’Italia per entrare nella storia dell’Europa e del mondo. Solo l’Italia e pochissimi altri paesi, non avevano ancora una legge che legittimasse le unioni dello stesso sesso. Eppure questa legge piace poco perchè siamo l’Italia che non si accontenta e vuole sempre di più. La deputata Pd Michiela Marzano ha parlato di una legge nata vecchia (ma in un paese in cui si va in pensione a 70 anni o più, dove l’età media è aumentata e dove le teste bianche sono più di quelle a colori, cosa ci si aspettava?), non piace ai cattolici perchè è troppo libertina (ma cosa ci si aspettava da loro… i cattolici quelli che il matrimonio è una istituzione e poi divorziano?) e non piace neppure a una parte della comunità lgbt, che avrebbe voluto almeno la stepchild adoption nel testo (l’adozione del figlio biologico del partner, sì ma in un’altra vita e in un altro stato!).

Le unioni civili sono legge eppure di civile hanno poco. E’ una legge che non ha unito e non è civile. Una fiducia sull’affermazione di un diritto non è mai un buon messaggio e non è colpa, a mio avviso, di chi la fiducia l’ha imposta, ma di chi l’ha fatta imporre mischiando diritti, politica, arcobaleni, ideologia spicciola. Intanto: la coccarda del Ministro, i monumenti colorati, la stampa estera, i post su Facebook, i tweet, le foto su instagram. Comunicare l’unione a metà, la novità, il diritto acquisito, fa unione comunque!

Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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