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Valeria: il mio non ancora lavoro! | #lavoronarrato

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Ok, ho difficoltà. Che lavoro fai?

“Non era ancora un lavoro, ma pensavo sarebbe potuto diventarlo.
Era il 2013, ero incinta, laureata da due anni in filosofia ed ex dipendente di due aziende. In quel periodo, prossima al parto, lessi molte notizie sui giornali sulla volontà di eliminare la filosofia dalle scuole, perché considerata inutile. Saranno stati gli ormoni della gravidanza ma mi arrabbiai molto e pensai che la filosofia dovesse essere aiutata. Pensai che l’unico modo per dimostrarne l’utilità fosse quello di renderla accessibile ai più, attraverso un linguaggio semplice e con argomenti che riguardassero la nostra quotidianità. Solo così potevo attirare l’attenzione delle persone che vedevano nella filosofia solo la storia della filosofia. Nell’aprile del 2014 il progetto prese vita”.

Insomma, che lavoro fai?

“Il mio lavoro/non-ancora lavoro rientrava nel mondo dell’editoria digitale e non. Sito web-blog-articoli/interviste/recensioni-organizzazione eventi culturali-rivista cartacea. Gli articoli scritti da editorialisti tutti giovani provenienti da tutta Italia (da tre ragazzi a 40 e più) e laureati in filosofia o storia o psicologia, amanti della cultura.
Per me era la concretizzazione di una passione, la filosofia e la soddisfazione di essere riuscita, insieme a molti giovani appassionati, ad appassionare un pubblico ogni giorno più ampio”.

Una cosa bella del tuo “lavoro”?

“La cosa più bella consisteva nella stimolazione mentale che la cultura ti porta ad avere, a quell’eccitazione continua per la sperimentazione di nuove idee per raggiungere il maggior numero di utenti con il potere della filosofia”.

Una cosa brutta del tuo “lavoro”?

“La cosa più brutta è stata la graduale perdita di entusiasmo, il crollo della creatività. Quando ti rendi conto di aver intrapreso il percorso dei tuoi sogni con la persona sbagliata per te stesso, non compatibile con il tuo modo di essere e di vedere le cose della vita…ecco questo è il momento in cui tutto l’entusiasmo svanisce. E il perdere tutto, senza una minima riconoscenza per l’intuizione avuta tre anni prima, imbruttisce i momenti ed il lavoro passati“.

***

Sì, si può parlare di non lavoro, di sogni, di speranze, di auspici, di desideri, di vita e di cose che hanno un senso più alto e profondo. Scusate ma vi avevo detto che con questo post ho difficoltà!
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Anita Santalucia

Anita Santalucia

Filosofia. Prima di tutto la filosofia. 26 anni, laurea, master e i mille posti del mondo che non ho ancora visitato.

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