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Viaggiare da soli: pro e…basta!

Zaino in spalla e cartina alla mano, viaggiare da soli è un’esperienza che consiglio a tutti di fare almeno una volta nella vita: che abbiate lo spirito di adattamento alle affollate camerate degli ostelli o che vogliate tutti i vostri comfort nel migliore degli hotel, poco importa: armatevi di coraggio e curiosità e partite!

Scoprire nuovi luoghi, perdersi tra i vicoli di una città sconosciuta, gustarne i colori, assaporarne gli odori, ascoltarla, ascoltarci. Troppo spesso i nostri viaggi con famiglia o amici si riducono a semplici vacanze o, nei casi più fortunati, ad una serie di visite guidate, perdendo di vista quello che, quasi sempre, è il vero motivo per cui abbiamo scelto di partire: staccare la spina e prenderci un po’ di tempo per noi.

Ma allora quanta Filosofia c’è in un viaggio in solitaria?

Cosa possiamo imparare dall’esperienza di una partenza con solo noi stessi e la nostra voglia di scoprire?

Innanzitutto, viaggiare da soli è sicuramente un banco di prova per le nostre capacità organizzative e di pianificazione: anche se scegliamo di lasciarci guidare da fiuto e istinto, qualsiasi viaggio necessita di una, seppur minima, programmazione. Scegliere i luoghi da visitare, organizzare un’escursione, o anche soltanto controllare gli orari del miglior ristorante tipico consigliatoci da Trip Advisor, comporta l’esigenza di “progettare”. Imparare a dare forma al nostro tempo, non lasciarsi trasportare da esso, ma usarlo per fare quello che più ci piace e interessa può essere un modo efficace per alimentare la nostra sicurezza e la fiducia in noi stessi, consapevoli di essere capaci di  “cavarcela da soli”.

Foto del mio viaggio in solitaria in Polonia

Ci sarebbe tanto da dire anche riguardo la capacità di ascoltarsi. Presupposto necessario di quando si viaggia da soli, ma anche piacevole conseguenza, ascoltarsi diventa una necessità. Troppo spesso, nella vita di tutti i giorni, dobbiamo far fronte ad una serie di circostanze che ci impediscono di ascoltare le nostre esigenze e i nostri desideri: impegni di lavoro, studio,famiglia e contingenze varie ci rubano tanto tempo, facendoci perdere di vista quello che ci gratifica e ci fa felici. E allora prendiamoci un po’ di tempo per noi, per ascoltarci e risponderci, facendo quello che ci va. Prendiamoci del tempo per perderci in luoghi sconosciuti, lasciandoci guidare dai colori di un quartiere, o dai profumi di un ristorantino tipico. È questa la parte più affascinante di un viaggio da soli!

Ma … attenzione! Tutto questo non deve corrispondere ad un momento di solitudine e ed estraniazione dal mondo (a meno che questo non sia il vostro desiderio!) ma, al contrario, deve fare da carburante alla nostra consapevolezza della necessità dell’altro. Viaggiare da soli può farci capire il nostro ruolo nella società. Nell’esperienza dell’ostello tutto ciò è molto evidente ed amplificato: incontrare nuove persone, spesso di nazionalità e culture diverse dalla nostra, è un momento di confronto di immensa ricchezza. Che sia per chiedere un’informazione o per fare quattro chiacchiere, sarà bello riscoprirsi “animali sociali” in un viaggio in solitaria.

Queste sono solo alcune delle meraviglie del viaggiare da soli e del prendersi un po’ di tempo per sè.  E allora cosa stai aspettando? Prepara le tue valigie e buttati in questa filosofica avventura: armati di curiosità, linfa di ogni spirito avventuriero, e parti per scoprire e riscoprirti.

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